Crime-fighting Calabrian

European Voice, 10 February 2011

By  Alvise Armellini and Cristina Marconi

Pino Arlacchi is not afraid to take risks and has some very grand plans.
Even to his detractors, Pino Arlacchi is a man of extraordinary qualities. As a budding sociologist in the late 1970s, he published ground-breaking research on the Mafia's entrepreneurial skills – three decades before Roberto Saviano's “Gomorrah” became a worldwide sensation. In the 1980s, as he rose through the ranks of academia, he entered the inner circle of Italy's anti-Mafia movement, striking up friendships with iconic figures such as Giovanni Falcone and Paolo Borsellino, two pioneering magistrates whose murder by the Mafia shocked the nation in 1992.

In the aftermath of those tragedies, he entered politics, serving in both chambers of the Italian parliament for the formerly communist Left Democratic Party (PDS). This earned Arlacchi, a father of two, death threats from Totò Riina, the jailed head of Cosa Nostra. “Until then, I had fought the Mafia by crafting the bullets that others used to shoot. Now it was time for me to take the gun into my own hands. I was no longer, and could no longer be, just a professor,” he recounts, dramatically, on his website.

Tana de Zulueta, a former correspondent for The Economist (a sister publication of European Voice) and a colleague in the Italian parliament, says that top magistrates and policemen looked up to Arlacchi. “He had the trust, the friendship and the attention of these people, who saw him as somebody who could bring a wider perspective on criminal matters,” she says.

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Solo balbettii dalla Ue. Ma i popoli vogliono l’Unione Mediterranea

Troppi silenzi e poco appoggio dai 27 alle ribellioni contro le satrapie del Nordafrica mostrano l’assenza di una vera leadership e di una politica estera comune.

l'Unità, 6 feb. 2011

Il commento di Pino Arlacchi


I grandi avvenimenti di questi giorni nella sponda sud del Mediterraneo si stanno evolvendo nell’assenza di qualsivoglia posizione significativa da parte dell’Unione europea. La mancanza di una leadership forte e autorevole si è rivelata in tutta la sua gravità. Il Presidente Barroso, la signora Ashton ed altri commissari, invece di collocarsi in prima fila nel sostegno ai diritti di libertà dei cittadini del Nordafrica, hanno pronunciato una sequela di dichiarazioni banali e inconcludenti.

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Egitto, Arlacchi " Da Ue vergognoso spettacolo di debolezza politica"

Agenparl.it, 2 feb.2011

"Di fronte ai grandi avvenimenti che agitano la sponda Sud del Mediterraneo, l’Unione Europea e alcuni suoi stati membri tra cui l’Italia stanno fornendo un vergognoso spettacolo di debolezza e codardia politica. L'unica cosa che sanno dire é che guardano con favore alla transizione democratica dell'Egitto e degli altri paesi".
Lo dichiara in una nota Pino Arlacchi, europarlamentare del Gruppo socialista e democratico.

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"Candidare Emergency al Premio Nobel per la pace"

Arlacchi e Vajgl scrivono al Comitato per il Premio Nobel

Affaritaliani.it

Bruxelles, 2 feb. 2011

Emergency” candidata a Premio Nobel per la pace. In una lettera inviata al Comitato norvegese per il Nobel, i deputati europei Pino Arlacchi (Gruppo S&D), e Ivo Vajgl ( Gruppo ALDE) hanno proposto di candidare l’associazione italiana fondata da Gino Strada, impegnata da anni a diffondere la cultura di pace e di solidarietà nel mondo e a curare le vittime di guerra e della povertà grazie all’impegno degli oltre 4mila volontari e dei suoi numerosi sostenitori in Italia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Giappone e Svizzera.

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El Baradei, quella laurea honoris causa a Bari

Il Prof. Arlacchi suo amico: "un leader di grande umanità"

La Gazzetta del Mezzogiorno, 1 feb. 2011

di Benedetto Sorino

«Di El Baradei ricordo quella sua straordinaria ricchezza umana nel nostro incontro a Bari», dice il Professor Pino Arlacchi, oggi europarlamentare, autore nel 2006 della «laudatio» che precedette la consegna della «laurea honoris» causa al Nobel della pace oggi leader della rivolta egiziana.

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Egitto/Tunisia: "Ue a rimorchio degli avvenimenti"

Radio Popolare, 2 feb. 2011

Ascolta l'intervista di Danilo De Biasio a Pino Arlacchi

 

Arlacchi: "A Bari compresi perché El Baradei è la speranza dell'Egitto"

Corriere del Mezzogiorno, 1 feb. 2011

L'intervista di Felice Blasi

Pino Arlacchi è stato fino al 2009 delegato per i rapporti internazionali della Libera Università del Mediterraneo (LUM) di Casamassima. In questa veste, nel 2006, promosse il conferimento della laurea honoris causa in economia da parte della LUM a Mohamed El Baradei, premio Nobel per la pace nel 2005.
Quando ha parlato con El Baradei l’ultima volta?
«Circa tre mesi fa, ci sentiamo ad intervalli regolari, ed era molto preso dalla situazione in Egitto. Invece di fare il pensionato di lusso tenendo conferenze nel mondo, aveva deciso di tornare come un combattente nel suo paese».

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No ai profeti di sventura. Dall’Egitto alla Tunisia soffia un vento di libertà.

Non bisogna ascoltare i costruttori di paure che agitano lo spettro del fondamentalismo islamico. In piazza ci sono forze laiche e spontanee.

l'Unità, 1 feb. 2011

L'analisi di Pino Arlacchi

È un vento di libertà quello che soffia dal Nordafrica, e chi tiene alla democrazia deve essere all’altezza del messaggio che ci arriva da quei luoghi. Anche perché c’è chi semina dubbi e paure. Profeti di sventura e conservatori alimentano confusioni di ogni risma (vedi i fondi di Sartori e soci sul Corriere della Sera) sugli esiti della rivoluzione democratica in corso in Egitto e nel mondo arabo. Ma chi conosce quei contesti e crede nello sviluppo umano non può che gioire per quanto sta accadendo.

 

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Dal Cairo a Tunisi giovani all'attacco contro i tiranni

In campo una generazione istruita che vive nelle aree urbane. Non ha nulla da perdere perché è povera e senza futuro.

l'Unità, 30 gen. 2011

L'analisi di Pino Arlacchi

La prima cosa da tener presente sui movimenti di protesta che stanno scuotendo il mondo arabo è che non sono una passeggera turbolenza ma riflettono sconvolgimenti profondi. I cittadini contestano tirannie che li hanno maltrattati per decenni, ed hanno maturato su di esse un giudizio definitivo: se ne devono andare. Le ribellioni di questi giorni in Egitto, Tunisia ed altrove, d´altra parte, sono il seguito di manifestazioni dello stesso tenore che avvengono da anni senza che i media occidentali si siano degnati di occuparsene, e dureranno ancora, al di là degli alti e bassi, nel prossimo futuro.

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La campana della Tunisia suona per tutti. Anche per noi

Un giovane disoccupato di Milano e un giovane tunisino hanno molti punti in comune. Entrambi conoscono le cause del loro malessere. E sanno che il futuro dipende dalla qualità dei loro governi.

l'Unità, 26 gen. 2010

di Pino Arlacchi

Non sono pochi gli inganni messi a nudo dalla rivoluzione dei gelsomini in Tunisia. I giovani dimostranti non hanno solo rovesciato una delle tante autocrazie corrotte del mondo arabo. Hanno anche finito di distruggere il mantra neocon sulla necessità di esportare la democrazia fuori dall’Occidente.
Non c’è alcun bisogno di esportarla, la democrazia. L’Occidente non ne ha il monopolio. La democrazia è un bene universale, di cui possono farsi carico tutte le società civili del pianeta, se messe in condizione di esprimersi.
Sono solo l’ignoranza e il pregiudizio di molti commentatori che li portano a sorprendersi oggi di fronte alla sollevazione filodemocratica di masse arabe, africane e islamiche ritenute finora poco sensibili ai valori dell’autogoverno.
Non c’è molto di cui sorprendersi, in verità. La globalizzazione ha scavato sotto la superficie, livellando il terreno di gioco, diffondendo aspirazioni, sentimenti e malesseri dello stesso tenore in ogni angolo del pianeta. Al di sopra e al di delle differenze di nazione, etnia e religione.

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Pino ArlacchiNon sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.

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