La misera grandeur di Sarkozy sulla pelle del popolo libico

I proclami interventisti dell’Eliseo isolano Parigi nella NATO. Non sono preoccupazioni umanitarie a motivare i piani francesi ma l’ambizione di protagonismo in un’area strategicamente importante.

l'Unità, 13 mar. 2011

di Pino Arlacchi

«Ci sono tre condizioni per un intervento militare in Libia. La prima è l’esistenza di prove tangibili della sua necessità (prove che non ci sono). La seconda è che esista una chiara base legale (una risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU, che non c’è finora e difficilmente ci sarà). La terza è che ci sia una richiesta esplicita proveniente dalla regione (una improbabile richiesta di aiuto militare dalla Lega araba o da un governo provvisorio libico)».

Togliete il commento tra parentesi ed avrete comunque un’ottima dichiarazione. Perfettamente condivisibile da chiunque abbia a cuore la pace ed i diritti umani.

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How a Libyan No-fly Zone Could Backfire

Propongo ai lettori di questo sito l'analisi di George Friedman sulla no fly zone in Libia pubblicata dalla nota società di intelligence Stratfor.

Libyan rebels on March 7 load an anti-aircraft gun near oil facilities in Ras Lanuf

By George Friedman

Calls are growing for a no-fly zone over Libya, but a power or coalition of powers willing to enforce one remains elusive.

In evaluating such calls, it is useful to remember that in war, Murphy’s Law always lurks. What can go wrong will go wrong, in Libya as in Iraq or Afghanistan.

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Kant, la rivolta dei giovani arabi e l’inganno dello scontro di civiltà

Nessuno ha previsto le rivoluzioni democratiche del Nordafrica. I servizi di intelligence sono stati spiazzati. In questi decenni ha dominato la paura dell’Islam. Ma le forze della pace hanno continuato ad operare.

l'Unità, 8 mar.2010

di Pino Arlacchi

Sono in molti a chiedersi in questi giorni come mai le rivoluzioni democratiche del Nordafrica non sono state previste da nessuno, e perché i centri di intelligence, soprattutto americani, nonostante i loro enormi budget, siano rimasti così clamorosamente spiazzati davanti ai cambiamenti epocali in corso.
Questo fallimento ha una spiegazione. Non solo gli analisti dei servizi di sicurezza, ma anche la maggior parte degli studiosi di scienze sociali non sono stati capaci di anticipare nulla di ciò che sta accadendo nel mondo arabo semplicemente perché vittime e autori, allo stesso tempo, di un grande inganno. Parlo di un colossale offuscamento delle coscienze durato quasi due decenni, e basato sull’ idea che viviamo in un’epoca catastrofica, dove la nostra sicurezza corre un pericolo mortale a causa di una serie di minacce, la prima delle quali è l’Islam, seguita da altre quali gli stati canaglia, l’immigrazione, l’espansione della Cina, il riarmo, i conflitti e le guerre.

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Dall'Iraq alla Libia: così è esploso il business illegale dei nuovi mercenari

"...Occorre perciò un impegno speciale delle forze della pace per l’abolizione delle pratiche mercenarie. E l’appello dell’Unità è un ottimo primo passo".

l'Unità, 5 mar. 2011

L'analisi di Pino Arlacchi

Sono venute alla luce negli ultimi giorni varie testimonianze su mercenari africani che stanno attaccando i dimostranti su ordine di Gheddafi. Anche se in alcuni casi si può trattare di poveracci di pelle scura che stanno solo tentando di emigrare in Europa passando dalla Libia e che vengono scambiati per pretoriani del dittatore, il modus operandi delle milizie a lui più vicine lascia pochi dubbi. Si tratta di combattenti collaudati, reduci delle guerre civili nel Sahel e nell’Africa occidentale.

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Il mondo abolisca i soldati di ventura

Pubblico per i lettori del sito l'appello internazionale dell'Unità al governo italiano, all’ Unione Europea, al Segretario Generale dell’ ONU

5 mar.2011

Assistiamo con sgomento e indignazione al continuo massacro di civili innocenti da parte di milizie mercenarie al servizio della dittatura di Gheddafi. Ma le esecuzioni di massa, gli arresti arbitrari, le torture e le mutilazioni inflitte a chiunque osi opporsi al regime che domina illegalmente la Libia non devono restare impunite.

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L'esercito dei contractors tra super potenze e grandi multinazionali

Le compagnie militari private non sono solo al servizio dei dittatori. Clamoroso il caso Iraq: in 8 anni gli Usa hanno stipulato 3000 contatti.

l'Unità, 6 mar.2011

di Umberto De Giovannangeli

Non solo arruolati da satrapi sanguinari, al soldo di dittatori africani che pur di mantenersi al potere garantiscono paghe sontuose, diritto di saccheggio e impunità ai mercenari al loro servizio. Oggi i mercenari si chiamano «contractors» e operano attraverso agenzie utilizzate il più delle volte da multinazionali e super potenze, per le quali compiono i lavori «sporchi» sotto copertura.

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«L’oppio afghano minaccia l’Europa e la Russia. Serve un piano comune»

Primo Piano, l'Unità, 6 mar.2011

Intervista a Viktor Petrovic Ivanov, di Rachele Gonnelli

Il ministro russo a capo dell'ufficio anti narcotici di Mosca lancia il progetto  di un ufficio di coordinamento sotto l'egida dell'Onu: «I cartelli della droga ora vogliono destabilizzare anche il Medioriente»

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"До афганцев не доходит до 80 процентов помощи"

L’80 % degli aiuti internazionali non raggiunge la popolazione afgana.

Per cambiare l’attuale situazione il Parlamento europeo propone una nuova strategia sul fronte finanziario. La scorsa settimana il capo del Servizio federale russo per il controllo della droga ha dichiarato che nel 2010 l'offerta di droga in Russia è aumentata di 3,5 tonnellate rispetto al 2009. Il principale fornitore è l’Afghanistan, che produce circa il 90% degli oppiacei nel mondo.

"L’Afghanistan rimane il più grande produttore mondiale di stupefacenti, e anche uno dei Paesi più poveri del mondo" - ha spiegato Pino Arlacchi in un'intervista realizzata da Helen Barysheva per il magazine russo "??????" e per il  sito Kommersant.ru 

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"Libya turmoil: could Europe face a 'Biblical Exodus'?"

Gli eurodeputati Pino Arlacchi ed Edward McMiliian-Scott (Alliance of Socialists and Democrats) a France 24.

Intervista di Christophe Robeet (France 24)

Programme prepared by Anastassia Metral

(fonte www.france24.com)
 

 

Programme Russo-Europeen de lutte contre la droghe afghane

ITAR-TASS

Rome, 28 February 2011 -  Le directeur du Service fédéral antidrogue Victor Ivanov examine en Italie la mise au point d’un programme russo-européen de lutte contre la production de drogue en Afghanistan. Sa visite se tient dans le cadre de la coopération de la Russie avec l’Italie et l’UE en matière de lutte contre la propagation des stupéfiants. Le programme de la visite du responsable russe prévoit des entretiens avec la direction du ministère italien de l’Intérieur et des chefs des départements concernés, chargés de contrôler le trafic de drogue.

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Pino ArlacchiNon sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.

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