Schengen, è giusto ammettere la reintroduzione dei controlli alle frontiere?

Desidero segnalare ai lettori di questo sito il resoconto del Dibattito parlamentare  su Schengen.

Dal sito www.europarl.europa.eu,  Strasburgo 11 mag. 2011

La domanda di Parigi e Roma di riconsiderare la possibilità di reintrodurre controlli temporanei alle frontiere all'interno della zona Schengen e la relativa risposta della Commissione europea sono state al centro di un acceso dibattito oggi alla presenza del presidente della Commissione Barroso e della commissaria Mallström in plenaria.

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Era stato già sconfitto

l'Unità, 3 mag.2011

L'Editoriale di Pino Arlacchi

L’enfasi suscitata dalla notizia della morte di Bin Laden è, tutto sommato, inferiore a quella che ci si poteva aspettare in relazione all’enormità dell’evento.
Nelle reazioni americane, le tracce della “esagerazione della minaccia terrorista” del post 11 settembre, pur presenti, sono temperate dalle preoccupazioni per altre possibili ripercussioni e, in particolare, per le temute reazioni di Al Queda. Pochi parlano di “vittoria nella terza o quarta guerra mondiale”, di “trionfo finale del bene sul male” o di “liberazione dell´ Occidente da una minaccia mortale”. È rimasto solo Schifani a parlare dell´eliminazione di Bin Laden come di un evento che cambia la storia. L’attenzione del mondo è ormai altrove e, in pochi giorni, si volterà pagina. I tempi del catastrofismo sul futuro della democrazia occidentale e della pace internazionale sotto attacco fondamentalista volgono al tramonto. Si sta facendo strada una visione più realista delle insidie alla sicurezza internazionale e alla stabilità politica interna.

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«La minaccia di Al Qaeda è già ridotta al minimo»

L’europarlamentare Pino Arlacchi: «Osama è stato sconfitto culturalmente dalle rivoluzioni di Nord Africa e Medio Oriente ancor prima della sua morte»

Il Piccolo, 5 mag. 2011

Intervista di Pier Paolo Garofalo

«La minaccia che Al Qaeda può esprimere è ormai ridottissima; semmai avverranno attacchi terroristici, questi saranno opera della componente spontaneistica del terrosimo islamico. Gli allarmi per un possibile nuovo 11 settembre ma anche per un Madrid-bis sono esagerati».
Pino Arlacchi, eurodeputato del Pd, giudica con grande cognizione di causa: docente di sociologia ed ex direttore dell'Undccp (Programma delle Nazioni unite per il controllo delle droghe e la prevenzione del crimine), è “relatore speciale”dell’Europarlamento sull’Afghanistan, per il quale ha stilato le linee-guida di una nuova strategia che permetta il ritiro occidentale.

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Ciancimino, Arlacchi: "Teste non credibile come la trattativa tra lo Stato e la mafia"

Un personaggio inattendibile che il giudice Falcone avrebbe smascherato in poche ore.
Alla base di tutto una “favola” senza riscontri e logica dei rapporti tra politica e Cosa nostra.

l'Unità, 23 apr. 2011

L'analisi di Pino Arlacchi
La Ciancimino-story si è conclusa come da copione, ma non perdiamo di vista le sue conseguenze. Che Massimo Ciancimino fosse un teste inattendibile era evidentissimo, e un magistrato come Falcone lo avrebbe smascherato in poche ore. Alcuni suoi successori ci hanno messo tre anni. Pazienza. Ma che senso ha insistere ancora sulla favola mediatico-giudiziaria della trattativa stato-mafia degli anni delle stragi di Capaci, via d’Amelio ed altre?

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Progetti per 100 milioni bloccati dalla Regione. Il caso arriva a Bruxelles

Interrogazione dell'europarlamentare Arlacchi

La Città di Salerno, 20 aprile 2011

Agropoli. Quasi 100 milioni di euro in stand-by al Parco progetti regionale per la riqualificazione e ottimizzazione dei servizi di Agropoli. Fondi che la Regione avrebbe dovuto stanziare per la realizzazione di numerosi progetti strategici, elaborati dal Comune, e valutati ammissibili a finanziamento di cui, fino ad oggi, non si hanno notizie. Come ha sottolineato il sindaco Franco Alfieri, «si tratta di progetti tutti cantierabili». Tra i progetti "bloccati", ci sono la difesa del litorale "Lido Azzurro" e la realizzazione di un bacino protetto per gli ormeggi (9,6 milioni); sistemazione rete idrica (15 milioni); restauro e risanamento conservativo del castello medievale (4,9); impianto natatorio (3,5). Altro caso eclatante, è quello del Til Magna Graecia, comprendente un progetto di riqualificazione del castello, che ha visto Agropoli piazzarsi al primo posto nella graduatoria di finanziamento per circa 10 milioni.

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Progetti per 100 milioni bloccati dalla Regione. Il caso arriva a Bruxelles

Interrogazione dell'europarlamentare Arlacchi

La Città di Salerno, 20 aprile 2011

Agropoli. Quasi 100 milioni di euro in stand-by al Parco progetti regionale per la riqualificazione e ottimizzazione dei servizi di Agropoli. Fondi che la Regione avrebbe dovuto stanziare per la realizzazione di numerosi progetti strategici, elaborati dal Comune, e valutati ammissibili a finanziamento di cui, fino ad oggi, non si hanno notizie. Come ha sottolineato il sindaco Franco Alfieri, «si tratta di progetti tutti cantierabili». Tra i progetti "bloccati", ci sono la difesa del litorale "Lido Azzurro" e la realizzazione di un bacino protetto per gli ormeggi (9,6 milioni); sistemazione rete idrica (15 milioni); restauro e risanamento conservativo del castello medievale (4,9); impianto natatorio (3,5). Altro caso eclatante, è quello del Til Magna Graecia, comprendente un progetto di riqualificazione del castello, che ha visto Agropoli piazzarsi al primo posto nella graduatoria di finanziamento per circa 10 milioni.

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Caschi blu in Libia. Perché la carta Onu può evitare massacri

Il vice capo della forza peacekeeping Leroy sta valutando l'invio delle truppe delle Nazioni Unite. Anche per la Nato la soluzione militare non è risolutiva. Obama teme il pantano.

l'Unità, 17 apr. 2011

L'analisi di Pino Arlacchi

Vale la pena di ritornare sulla proposta di una missione ONU per la Libia. Ma è bene ricordare che i caschi blu non sono la soluzione dei problemi di quel Paese. Sono solo l’alternativa alla guerra civile e alla inevitabile degenerazione di un intervento militare straniero troppo protratto temporalmente. Prima che il Vicesegretario per il peacekeeping dichiarasse che le Nazioni Unite sono pronte ad intervenire per fornire l’infrastruttura di un esito negoziato della crisi libica, si sono verificati altri fatti rilevanti: l’ affermazione del segretario generale della NATO che non esiste soluzione militare allo scontro tra ribelli e Gheddafi, il tentativo di mediazione dell’ Unione africana, e l’ ammissione da parte di Obama di una situazione di stallo in Libia destinata a prolungarsi per un tempo indefinito.

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Missione ONU per la Libia

l'Unità, 4 apr. 2011

L'Editoriale di Pino Arlacchi

È giunto il momento di fare il punto sulla situazione in Libia, e riflettere sulla possibilità di cambiare il tipo di intervento che stiamo conducendo. La proposta che avanziamo è quella di continuare la presenza internazionale nella crisi, ma con strumenti diversi da quelli usati fino adesso: l’attuale coalizione dovrebbe essere sostituita da una vera e propria missione di pace ONU, autorizzata da una nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza.

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L'incubo della palude

l'Unità, 23 mar. 2011

l'Editoriale di Pino Arlacchi

Siamo in un momento molto delicato della crisi libica. A soli tre giorni dall´inizio dell´intervento militare, si impone un cambiamento di rotta.
Determinato da un problema di non poco conto: il rischio che anche questa volta vada a finire come in Iraq e in Afghanistan. Che si finisca cioè col venire risucchiati in una guerra vera e propria.

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Una sfida difficile

l'Unità, 20 mar.2011

L'Editoriale di Pino Arlacchi

L’Europa col vertice di ieri a Parigi si è assunta per la prima volta dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, in piena autonomia dagli Stati Uniti, la responsabilità politica di un intervento militare all’estero. Un dato che la contrarietà tedesca non basta a scalfire. Il consenso è stato molto ampio e il coinvolgimento del nostro Paese, dopo tante esitazioni e incertezze, ne è una conferma. Bisogna sostenere con convinzione questa iniziativa che cancella di colpo le esitazioni europee verso i processi di cambiamento in Nord Africa, ma è anche opportuno fin d’ora riflettere con lucidità sui rischi e sui vantaggi.

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Pino ArlacchiNon sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.

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