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L'Inganno e la Paura. Il mito del caos globale

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L'inganno e la paura (copertina)Metto a disposizione dei lettori di questo sito il mio studio "L'inganno e la paura. Il mito del caos globale",  pubblicato nel 2009 per il Saggiatore e recentemente presentato in alcune università della Cina, in occasione della sua traduzione in lingua cinese.

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La Mafia Imprenditrice

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La Mafia Imprenditrice (copertina)La Mafia Imprenditrice. Dalla Calabria al centro dell'Inferno

di Pino Arlacchi

Nuova edizione. Il Saggiatore, Milano (2007)

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"Addio Cosa Nostra" disponibile nella sezione libri

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Addio Cosa Nostra

Metto a disposizione dei lettori di questo sito i due libri Addio Cosa Nostra. La vita di Tommaso Buscetta, e Perché non c’è la mafia in Sardegna, pubblicati  rispettivamente nel 1994 per la "Rizzoli", e nel 2007 per "AM&D Edizioni di Cagliari".

I volumi sono disponibili in formato pdf. 

 

"Azione non violenta e lotta alla mafia: che cosa può imparare la Colombia dall'Italia?"

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6 mar. 2014

Metto a disposizione dei lettori di questo sito la mia prefazione al capitolo “Acción no violenta y lucha antimafia: ¿Qué puede aprender Colombia de Italia?” scritto da Cristiano Morsolin e inserito nel libro Renovadas formas de hacer oposicion  (Freddy Cante, Beatriz Franco Cuervo), promosso dall'Illustre Università del Rosario, in un contesto di una Colombia diversa da quella conosciuta negli Anni 90, che sta ricercando importanti accordi di pace con le guerriglie, con la leadership del Presidente Santos, e un’amplia concertacion che coinvolge anche settori della sinistra.

Prima di tutto, per definire il fenomeno mafia si puo’ affermare che:

La mafia è un potere criminale che si serve della violenza per accumulare ricchezza. È anche un potere territoriale, che estrae risorse da un determinato territorio abolendo drammaticamente i diritti umani. La mafia è un potere parallelo extra-legale nei cui confronti non valgono le garanzie costituzionali. Sarebbe generico dire solo che si tratti di un potere violento, perché anche il potere politico può essere violento, e così quello delle dittature che abolisce i diritti, e anche il potere di certe forme di sfruttamento capitalistico altrettanto disastrose come esito per i diritti. Ma il potere della mafia - delle mafie, perché stiamo parlando ormai di un fatto che non è solo italiano ma mondiale - segue più o meno uno stesso modello. La mafia si garantisce l’impunità attraverso la protezione politica, intimidendo o eliminando gli oppositori, sia nello Stato che nella società. Nello Stato chiunque devia da un certo standard di tolleranza e di lassismo nei confronti delle indagini contro la mafia, viene individuato e colpito, e così, nella società civile, chiunque si batta con determinazione e con sincerità, perché rappresenta comunque un pericolo. Questo è il modo con cui le mafie - più o meno in tutto il mondo - si comportano.

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Il mito del terrorismo

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Bruxelles, 28 nov. 2013

di Pino Arlacchi

I media bombardano incessantemente i cittadini sulla minaccia terroristica, ambientale, criminale, migratoria ed epidemiologica, senza preoccuparsi di distinguere, articolare i discorsi, pesare i messaggi, e riflettere sugli effetti ultimi dei loro allarmi.  Il risultato ultimo di questa isteria è la diffusione del senso di impotenza, se non del cinismo e dell’indifferenza su quanto accade nei luoghi più sfortunati della terra. Nonché l’idea di una grande vulnerabilità nei confronti di eventi fatali come gli attentati terroristici. Eppure, anche il terrorismo interno e internazionale è in netto declino.

Metto a disposizione dei lettori di questo sito il mio Saggio Il Mito del terrorismo 

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Mafia, contadini e latifondo nella Calabria tradizionale

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Mafia, contadini e latifondo nella Calabria tradizionale (copertina)Mafia, contadini e latifondo nella Calabria tradizionale

di Pino Arlacchi

Il Mulino (1980)

Metto a disposizione dei lettori del sito il mio studio sulle strutture economiche e sociali del Mezzogiorno tradizionale Mafia, contadini e latifondo nella Calabria tradizionale. Le strutture elementari del sottosviluppo, pubblicato nel 1980 per la casa editrice Il Mulino, e nel 1983, in inglese, con il titolo Mafia, Peasants and Great Estates. Society in Traditional Calabria.

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Perché non c'è la Mafia in Sardegna

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PerchĂ© non c'è la Mafia in Sardegna (copertina)Perché non c'è la Mafia in Sardegna

di Pino Arlacchi

AM&D (Cagliari, 2007)

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Gli uomini del disonore

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Gli uomini del disonore (copertina)Gli uomini del disonore

di Pino Arlacchi

Il Saggiatore, (Milano 2010)

Questo libro è nato da un incontro tra uomini divisi in tutto: nascita, formazione, valori. Da un lato Pino Arlacchi, uno dei massimi esperti mondiali del fenomeno mafia, dall’altro Antonino Calderone, mafioso di spicco della «famiglia» di Catania e poi grande pentito. In un rifugio messo a disposizione dalla polizia, Calderone ha deciso di ricordare. E raccontare.

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Addio Cosa Nostra

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Addio Cosa Nostra (copertina)Addio Cosa Nostra. La vita di Tommaso Buscetta.

di Pino Arlacchi

Rizzoli (Milano, 1994)

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Attentato dell'Addaura: leggi la postfazione de "Gli uomini del disonore"

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21 mag. 2010

A proposito della riapertura delle indagini sull’attentato dell’Addaura, è utile per i lettori di questo sito avere presente le pagine della mia postfazione alla nuova edizione de “Gli uomini degli disonore”, nelle quali metto in evidenza come sia stato proprio Giovanni Falcone a non avere dubbi sulla matrice politica e sugli esecutori dell’attentato stesso.

Il 19 giugno 1989 la scorta di Falcone sventa un attentato contro il giudice, preparato nella villa sulla scogliera dell’Addaura dove Falcone risiede in estate. Solo pochissime persone erano al corrente, quel giorno, dei suoi spostamenti. Le dichiarazioni di Giovanni Falcone subito dopo l’attentato sono premonitrici: «Ci troviamo di fronte a menti raffinatissime che tentano di orientare certe azioni della mafia. Esistono forse punti di collegamento tra i vertici di Cosa Nostra e centri occulti di potere che hanno altri interessi. Ho l’impressione che sia questo lo scenario più attendibile se si vogliono capire davvero le ragioni che hanno spinto qualcuno ad assassinarmi».

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Benvenuti nel mio sito. Qui potete farvi un’idea di chi sono, e trovare notizie e documenti sulle mie opere e sui miei giorni.

Pino ArlacchiNon sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.

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