Arlacchi: "Voto azero, la divisione fra gli osservatori è normale e non ne sono io il responsabile"

Per i visitatori di questo sito pubblico la mia replica all'articolo apparso il 7 novembre scorso sul Corriere della Sera e la risposta di Milena Gabanelli, anch'essa pubblicata nella pagina degli esteri. Di seguito, una mia considerazione finale su questo scambio di opinioni.

La lettera di Pino Arlacchi

Corriere della Sera, 13 nov. 2013

Caro Direttore,
mi dispiace che una professionista seria come Milena Gabanelli abbia riportato sul Suo giornale una versione distorta delle elezioni presidenziali azere dello scorso mese, attribuendomi tra l'altro un ruolo che non mi appartiene. Sarebbe bastata una conversazione con il sottoscritto per chiarire meglio il tutto, evitando così di avanzare insinuazioni sulla mia integrità personale. Sono stato a capo della missione di osservazione elettorale del Parlamento Europeo, composta da 7 deputati di diversi partiti e paesi. Erano presenti a Baku altri 59 deputati appartenenti ad altre due missioni ufficiali, quella dell'Osce e quella del Consiglio d´Europa. L´osservazione a breve termine ha un mandato molto ristretto. Deve verificare il rispetto delle procedure, la segretezza del voto, la presenza di intimidazione o coercizione degli elettori, l'assenza di propaganda nei seggi, la regolarità degli scrutini e così via.

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Frutta e verdura non contaminate

Il Mattino, 9 nov. 2013

di Mariano Fellico

“La responsabilità per inquinamento da rifiuti tossici nell’area a nord di Napoli – ha chiosato l’europarlamentare Pino Arlacchi – è anche europea perché a essere versate sui territori oggi gravemente danneggiati sono state sostanze provenienti da tutta Europa. E’ quindi giusto che l’azione di bonifica e riparazione sia fatta propria dall’Unione europea”

“La frutta e la verdura non sono contaminate”. Lo ha affermato con fermezza il commissario alle Bonifiche Mario De Biase durante il convegno di ieri sera sull’annoso problema delle bonifiche del territorio e sull’inquinamento. Incontro organizzato da Giuliano Morlando dell’associazione BigBang SmartSud – Ecomafie. Con lui erano presenti l’europarlamentare Pino Arlacchi, la deputata del Pd Giovanna Palma, i consiglieri regionali Raffaele Topo e Antonio Amato, il pubblico ministero Luca Musto. Una sala gremita, quella dell’istituto dei Fratelli Maristi di Giugliano, dagli esponenti dei comitati ambientalisti e da semplici cittadini che hanno più volte criticato l’attuazione delle bonifiche. “Ci sono 2000 ettari di terreno agricolo inquinato – ha sottolineato De Biase – e il nostro operato è iniziato sotto traccia nel 2010 e per due anni abbiamo effettuato i controlli. Per evitare il possibile disastro ambientale nel 2064 con il percolato che va nelle falde acquifere bisogna capire prima come agire. Su 220 pozzi controllati 96 sono risultati tutti altamente contaminati da sostanze cancerogene”. Sulla frutta e gli ortaggi è stato chiaro: “Strano che non siano stati effettuati controlli in passato, controlli scientifici che mi risulta non siano mai stati effettuati non solo a Giugliano ma sull’intero territorio nazionale. Le analisi effettuate dall’Istituto Superiore della Sanità sulla frutta e sugli ortaggi ha escluso la presenza di contaminazioni”.

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Un pentino conferma la bufala della trattativa

l'Unità, 10 novembre 2013

L'analisi di Pino Arlacchi

Un nuovo pentito ha dichiarato che nel 1992 Cosa Nostra aveva deciso di uccidere anche Claudio Martelli e Giulio Andreotti. Si tratta di una non notizia perché il fatto è noto non solo agli esperti, ma anche al largo pubblico. Ma c'è chi l'ha riciclata senza battere ciglio e sotto il titolo di "trattativa Stato-mafia".
È lo stesso pentito, invece, a dire che la trattativa non è mai esistita perché c'è stato qualcosa di molto più grave: la collusione costante e profonda tra un pezzo delle istituzioni e la mafia siciliana.
Gli anni della cosiddetta "trattativa" sono stati in realtà quelli dello scontro epocale, al calor bianco, tra la rete di protezione politica che aveva garantito impunità secolare a Cosa Nostra da un lato, e nuove forze della società civile e delle istituzioni della sicurezza emerse lungo gli anni 80, dall'altro.
La battaglia decisiva si è svolta nel biennio '92-'93, ma dentro di essa c'era anche una crudele resa dei conti tra Cosa Nostra e i suoi massimi protettori nella politica, nell'economia e nello Stato.

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Inquinamento in Abruzzo

6 novembre 2013

Considerando che:
— nel marzo 2007 fu scoperta una mega discarica abusiva a Bussi sul Tirino, contenente migliaia di metri cubi di sostanze tossiche interrate, situata nei pressi del polo chimico e a meno di 20 metri di distanza dalla sponda destra del fiume Pescara;
— nella stessa zona furono successivamente scoperte altre tre discariche, ugualmente estese e pericolose;
— l'intera area, per complessivi sette ettari e mezzo, è attualmente sotto sequestro;
— secondo gli studi condotti dall'Ispra, si stima un danno ambientale di 8,5 miliardi;
— secondo le associazioni ambientaliste i valori di cloroformio, tricloroetilene, diclorometano e tetracloruro di carbonio presenti nella falda acquifera superano di migliaia di volte i limiti stabiliti per legge; inoltre, sarebbe stata accertata la presenza di diossina;
— per decenni, e fino al 2007, circa 500 mila cittadini della Val Pescara avrebbero utilizzato e bevuto acqua inidonea al consumo umano;
— per la bonifica occorrono circa 600 milioni di euro, mentre ve ne sono 50 milioni, messi a disposizione dal governo;
— l'area interessata si trova nel mezzo di numerosi siti rientranti nella rete Natura 2000.

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Abusivismo: Arlacchi "Vinta importante battaglia legalita"

(Ansa) - Catanzaro, 31 ott.2013 - ''Dopo circa vent'anni, un'importante battaglia per la legalità e per la difesa dei diritti umani è stata vinta''. Lo dichiara in una nota l'eurodeputato Pd Pino Arlacchi, in merito all'iniziativa dell'amministrazione comunale di Cotronei che ha proceduto al recupero di terreni e fondi danneggiati dal pascolo abusivo.

Arlacchi due anni fa, dopo una serie di sopralluoghi nelle zone interessate dal pascolo selvaggio, aveva presentato un'interrogazione sul tema alla Commissione europea.

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"L'inganno e la paura" tradotto in cinese: Arlacchi ne parla con gli studenti

Pechino, 30 ott. 2013

"Guerre, genocidi,  massacri, minacce terroristiche, ambientali, migratorie. I media bombardano incessantemente i cittadini senza preoccuparsi di distinguere, articolare i discorsi, pesare i messaggi, e riflettere sugli effetti ultimi dei loro allarmi. Il risultato ultimo di questa isteria è la diffusione del senso di impotenza, se non del cinismo e dell’indifferenza su quanto accade nei luoghi più sfortunati della terra. Nonché l’idea di una grande vulnerabilità nei confronti di eventi fatali come gli attentati terroristici.

In Cina, dopo aver partecipato al Forum internazionale sulla corruzione globale, ho visitato le principali università cinesi dove ho presentato il mio studio sul declino delle guerre "L'inganno e la paura", appena tradotto in cinese.

L'occasione è stata quella di discutere con gli studenti dell’inganno di cui siamo vittime nel momento in cui ci convinciamo di vivere in un’epoca sempre più caotica, dove le forze del male imperversano senza freni".

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Migratory flows in the Mediterranean, with particular attention to the tragic events off Lampedusa

Thursday, 24 October 2013 - Strasbourg

Debate

Pino Arlacchi (S&D ), in writing . − According to the International Organisation for Migration, since 1993, more then 20 000 persons died at sea. I believe that Lampedusa should be a turning point for Europe and that the only way to prevent another tragedy is to adopt a coordinated approach based on solidarity and responsibility, with the support of common instruments. The EU should do everything possible to save the lives of people in danger. For this reason with this resolution we welcome the intention of the European Commission to establish a task force on the issue of migratory flows in the Mediterranean.

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European Neighbourhood Policy, working towards a stronger partnership: EP's position on the 2012 progress reports

Thursday, 24 October 2013 - Strasbourg

Debate

Pino Arlacchi (S&D ), in writing . − The principal aim of the European Neighbourhood Policy is to strengthen the partnership between the EU and the countries and societies of the neighbourhood, in order to build and consolidate healthy democracies, respect for human rights and the rule of law. For this reason I believe that this is the right context to discuss about the on-going violation of human rights in Western Sahara.

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Antimafia, intervista di Arlacchi ad affaritaliani.it

affaritaliani.it, 24 ott. 2013

di Giuseppe Corsentino

I 50 secondi del video del CorriereTv sono implacabili e dicono molto della “leggerezza”, a voler essere gentili, con cui la politica italiana affronta un tema drammatico com’è quello della mafia e dell’antimafia. Nel video c’è il neopresidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, che farfuglia: “Bisogna stare uniti per combattere insieme la lotta alla mafia” (sic) “e bisogna stare vicini a tutti coloro che lavorano per la lotta alla mafia”. In 50 secondi una gaffe (ma la coriacea Bindi è una che si emoziona?) e una sciocchezza istituzionale. Perché la Commissione antimafia è nata, mezzo secolo fa, nel lontano 1962, non per “stare vicino” alla magistratura e agli organi di polizia, ma per fare altro – scoprire i collegamenti tra politica e sistemi criminali, per esempio – solo che oggi, Bindi o non Bindi, nessuno ne ha più consapevolezza e la commissione con i suoi 25 membri è diventata solo uno “spazio politico”, l’ennesimo luogo della spartizione come fa capire un illuminante twitter del senatore Gasparri del PdL che accusa il Pd di aver voluto fornire alla Bindi una “poltrona” (prestigiosa, si capisce).

“Il fatto è che da almeno un decennio l’Antimafia non è altro che un rito, una delle tante liturgie parlamentari: credo che nessuno degli ultimi commissari, presidenti e vicepresidenti della Commissione, abbia solo un’idea di che cosa sia la mafia (o che cosa siano le mafie) oggi, di come si possa investigare o semplicemente comprendere il fenomeno… il livello culturale dei parlamentari non va oltre la lettura dei libri di Saviano”. Chi parla così ad Affari Italiani è uno che se ne intende di Antimafia perché, negli anni 80 è stato superconsulente della Commissione e poi per due anni, dal 94 al 96, vicepresidente con la rossa (di capelli) Tiziana Parenti alla presidenza: Pino Arlacchi, calabrese di Gioia Tauro, sociologo, consulente dell’Onu sui temi, appunto, dei network criminali, ora parlamentare europeo del Pd, impegnato, si capisce, sugli stessi temi (con un occhio particolare sui traffici mondiali di droga) e con una intensa attività pubblicistica.

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Iran, una chance per Obama

Pino Arlacchi sul disgelo con gli Usa: “Road map sul nucleare seria e dettagliata”

L'INDRO, 22 ottobre 2013

di Barbara Ciolli

Un Paese “a metà strada tra autoritarismo e democrazia”, con una “spinta fortissima verso il cambiamento”. Per Pino Arlacchi, europarlamentare (Pd) tra il 1997 e il 2002 Sottosegretario generale delle Nazioni Unite e Direttore dell'ufficio dell'Onu a Vienna, è riduttivo sostenere che l'Iran si avvicini all'Occidente solo per avere uno sconto sull'embargo che strozza la sua economia interna. E lo è anche affermare che, come durante la Presidenza di Mohammad Khatami (1997-2005), i negoziati sul nucleare si limiteranno a un allentamento del braccio di ferro da ambo le parti, fino all'avvento del prossimo presidente ultraconservatore nell'Iran o di un repubblicano alla Casa Bianca.

Arlacchi conosce l'attuale Ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, ex ambasciatore della Repubblica Islamica a Palazzo di Vetro. E, durante il suo incarico alle Nazioni Unite, si è trovato a gestire le trattative sul nucleare della stagione riformista di Khatami. Dieci anni dopo è convinto che, nei prossimi anni, lo scenario globale degli equilibri tra potenze possa realmente cambiare, se solo, nel suo ultimo mandato da Presidente degli Usa, Barack Obama troverà il coraggio di sganciarsi dal partito della guerra americana e dalla lobby israeliana.

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Pino ArlacchiNon sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.

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