Le mafie, il ruolo dell'Italia in Europa, il semestre europeo, le europee 2014: Arlacchi a Sette 24 Europa

Sette 24 Europa, 9 mar. 2014

Pino Arlacchi: [...] «Possiamo tentare di costruire una volta per tutte un Sistema Paese coerente con quello che l'Italia dovrebbe essere: un paese trainante dell'Europa per tante ragioni.
Siamo in ritardo di una decina di anni sul resto dell'Europa per quando riguarda soprattutto le istituzioni, il rinnovamento istituzionale.[...] La principale differenza dell'Italia rispetto agli altri paesi europei è che non siamo un Sistema Paese.[...]
L'Italia, con tutti i suoi limiti è comunque uno dei quattro grandi paesi europei, con un PIL di tutto rispetto (ancora non per molto tempo). Siamo un paese fondamentale per l'Europa. La crisi dell'Italia è la crisi dell'Europa» [...]

 

"Azione non violenta e lotta alla mafia: che cosa può imparare la Colombia dall'Italia?"

6 mar. 2014

Metto a disposizione dei lettori di questo sito la mia prefazione al capitolo “Acción no violenta y lucha antimafia: ¿Qué puede aprender Colombia de Italia?” scritto da Cristiano Morsolin e inserito nel libro Renovadas formas de hacer oposicion  (Freddy Cante, Beatriz Franco Cuervo), promosso dall'Illustre Università del Rosario, in un contesto di una Colombia diversa da quella conosciuta negli Anni 90, che sta ricercando importanti accordi di pace con le guerriglie, con la leadership del Presidente Santos, e un’amplia concertacion che coinvolge anche settori della sinistra.

Prima di tutto, per definire il fenomeno mafia si puo’ affermare che:

La mafia è un potere criminale che si serve della violenza per accumulare ricchezza. È anche un potere territoriale, che estrae risorse da un determinato territorio abolendo drammaticamente i diritti umani. La mafia è un potere parallelo extra-legale nei cui confronti non valgono le garanzie costituzionali. Sarebbe generico dire solo che si tratti di un potere violento, perché anche il potere politico può essere violento, e così quello delle dittature che abolisce i diritti, e anche il potere di certe forme di sfruttamento capitalistico altrettanto disastrose come esito per i diritti. Ma il potere della mafia - delle mafie, perché stiamo parlando ormai di un fatto che non è solo italiano ma mondiale - segue più o meno uno stesso modello. La mafia si garantisce l’impunità attraverso la protezione politica, intimidendo o eliminando gli oppositori, sia nello Stato che nella società. Nello Stato chiunque devia da un certo standard di tolleranza e di lassismo nei confronti delle indagini contro la mafia, viene individuato e colpito, e così, nella società civile, chiunque si batta con determinazione e con sincerità, perché rappresenta comunque un pericolo. Questo è il modo con cui le mafie - più o meno in tutto il mondo - si comportano.

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Ucraina, Arlacchi a Europa 24

3 mar. 2014

Pino Arlacchi sulla posizione dell'Europa rispetto alla crisi ucraina: " Ci sono chiaramente due posizioni: da una parte l'Italia e la Germania sull'Ucraina, con una linea di prudenza e di ragionevolezza -  ed è di fatto una presa di distanza dall'altra posizione che è la più estrema - quella francese,  di Kerry, della Nato e anche dei media europei"

Intervista di Valeria De Rosa nel corso del programma ""Europa 24" condotto Gigi Donelli

 

Situation in Ukraine

Wednesday, 26 February 2014 - Strasbourg

Debate

Pino Arlacchi (S&D ). - Mr President, I have two questions for Commissioner Füle. First, I appreciated the most recent position taken by Baroness Ashton on the Ukraine-EU-Russia relationship. She says that the crisis in Ukraine was wrongly perceived as a confrontation between East and West, when the reality is that of a convergence and a synergy. Baroness Ashton accepts the concept of a Eurasian integration process where Russia and the EU cooperate in the creation of a common area of trade, stability and peace. My question is: why insist on keeping two systems of customs union alive, instead of creating just one free-trade zone?

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Use of armed drones

Wednesday, 26 February 2014 - Strasbourg

Debate


Pino Arlacchi (S&D ). - This Parliament is taking a very important position on the issue of the use of armed drones. The resolution agreed upon is the first step towards the total prohibition of the use of this horrible weapon.

If there is one reason to forbid forever the use of drones it is simply the fact that they are a new weapon. We received a Nobel Prize for peace, and one of the main points is this: stop inventing new weapons; stop using technology and science to invent new weapons.

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Situazione in Iraq

Wednesday, 26 February 2014 - Strasbourg

Debate

Pino Arlacchi (S&D ). - Mr President, I am listening here to a long list of horror stories about Iraq. A few of my colleagues have mentioned what was a major origin of the horror, namely the war – one of the most stupid, expensive and useless wars of the last decades, waged in the name of exporting democracy and defending us from threats that did not exist.

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Arlacchi:«Il centro di sostegno di Pisa modello di buongoverno»

Il Tirreno, 23 feb. 2014

PISA. «Straordinario esempio di buongoverno che anticipa il modello di pubblica amministrazione che tutti vorremmo vedere». È il commento di Pino Arlacchi, europarlamentare Pd e noto studioso della sicurezza umana, all’iniziativa del prefetto Francesco Tagliente di istituire un Centro di sostegno per cittadini in situazioni di estremo disagio, che non di rado finiscono col suicidio. «Tagliente - prosegue Arlacchi - ha coinvolto 52 enti, dalle Camere di Commercio all’Inps, alle banche, alle associazioni professionali, ai sindacati, con lo scopo di fornire consulenze, aiuti e sostegno anche psicologico a imprenditori e cittadini in gravi difficoltà. In tre mesi ai centri di ascolto sono arrivate 637 richieste, 459 per bisogni primari, 106 di supporto psicologico e 72 di carattere finanziario. Il servizio si è attivato risolvendo situazioni difficilissime e salvando vite umane. Auspico l’estensione all’intero territorio nazionale di uno strumento nuovo ed efficace di riduzione del disagio derivante dalla crisi economica».

 

Ucraina, tra Russia ed Europa, Arlacchi a Radio 24

24 Mattino, condotto da Alessandro Milan, 21 feb. 2014

Alessandro Milan: Ieri Bernard-Henri Lévy ha fato un j'accuse molto duro nei confronti dell'Europa, [...]. Dov'è L'Europa, cosa sta facendo?

Pino Arlacchi: «La penso esattamente all'opposto di Lévy. Parla dell'Europa in termini assolutamente estremi.
L'Europa ha delle notevoli responsabilità in quello che sta succedendo. Sta intervenendo in un Paese che non è un protettorato dell'Europa, obbligandolo a fare una scelta che questo Paese non è in grado di fare. L'Ucraina è un Paese indipendente, ha un suo parlamento, una sua democrazia, un suo governo democraticamente eletto [...]
L'Europa sta premendo perché un Paese profondamente spaccato e diviso alla fine si sfasci completamente definitivamente. Io sono tra i critici, e come me la maggioranza del Gruppo socialisti al Pe. Siamo tra i critici più forti del modo in cui l'Europa sta intervenendo in questa crisi dell'Ucraina [...]
Dal punto di vista dei resoconti della stampa, soprattutto la stampa occidentale c'è molto da dire.
E' vero che il Governo ha reagito con grande brutalità e in un modo che non sarebbe tollerabile in Europa [...] ma è anche vero che non succede in Europa che una folla guidata da estremisti violenti armati attacchi la polizia [...]
Quando vengono occupate con la forza le istituzioni democratiche questo in Europa si chiama in un altro modo [...]
La maggior parte dei manifestanti non sono estremisti, è che ormai la partita è sfuggita di mano a chi li ha incoraggiati irresponsabilmente, a chi interferisce ogni giorno negli affari interni di questo Paese [...]



 

 

Arlacchi a Panorama: "Il processo sulla trattativa tra Stato e Cosa nostra è una bufala"

Panorama, 24 feb. 2014

Intervista a Pino Arlacchi di Anna Germoni

«Il processo Stato-mafia si concluderà con il totale flop dell’inchiesta di Antonio Ingroia & soci. È una bufala su cui si sono costruite carriere immeritate: non c’è una sola prova seria a sostegno di questa allucinazione». A stroncare la madre di tutte le inchieste, quella che a Palermo ipotizza una trattativa per bloccare le stragi di mafia dopo il 1992-93, è Pino Arlacchi, tra i massimi esperti internazionali di criminalità organizzata. Nessuno può sospettarlo di ambiguità o cedimenti, la storia di Arlacchi parla per lui. Parlamentare europeo del Pd e in passato deputato del Pds, nonché vicepresidente dell’Antimafia e grande amico di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Arlacchi ha vissuto per 13 anni sotto scorta da quando, il 25 maggio 1994 nell’aula del tribunale di Reggio Calabria, Totò Riina lanciò un anatema contro «la combriccola dei comunisti» e fece i nomi dei suoi tre principali nemici: Luciano Violante, all’epoca presidente della commissione antimafia; Gian Carlo Caselli, che era procuratore capo di Palermo; e «quell’Arlacchi che scrive libri». Tommaso Buscetta, il primo grande pentito di mafia, disse subito: «Queste sono condanne di morte».

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Recepimento della direttiva 2000/78/CE

29 gennaio 2014

La Commissione europea aveva ritenuto la Repubblica italiana inadempiente rispetto all'obbligo di recepire correttamente e completamente l'articolo 5 della direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, non avendo imposto a tutti i datori di lavoro l'obbligo di prevedere soluzioni ragionevoli applicabili a tutti i disabili.

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Benvenuti nel mio sito. Qui potete farvi un’idea di chi sono, e trovare notizie e documenti sulle mie opere e sui miei giorni.

Pino ArlacchiNon sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.

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