Solo una nuova strategia politica può sconfiggere i talebani

Roma, 18 dic. 2014

di Pino Arlacchi

L’ orizzonte di quasi tutti i resoconti e i commenti occidentali sull’ ultima strage talebana non supera quello dell’ ufficio stampa della Casa Bianca o della retorica ufficiale dei governi: una nuvola di parole usurate e di circostanza. Emozioni tanto intense quanto brevi: indignazione, condanna. Poi si volta pagina e si passa ad altro.
Quasi nessuno cerca di capire davvero, di approfondire il cosiddetto “contesto” dei fatti più ampi, delle storie più lunghe entro cui collocare l’ evento abnorme che si ha di fronte.
L’ atrocità talebana resta così senza risposta. Un’ eruzione di male allo stato puro, incomprensibile, e perciò senza motivazioni su cui valga la pena di attardarsi.
Quest’ ultima brutalità ha invece una spiegazione razionale. E’ un atto pianificato ed eseguito con cura, come d’altra parte ogni episodio del grande male. Le follie criminali – ci insegnano le riflessioni più avanzate in materia di genocidi, massacri e mega-delinquenza – sono al servizio di progetti politici di dominio e di sopraffazione. Che possono apparire come deliri ( e in ultima analisi lo sono)ma liquidarli come semplici esplosioni di irrazionalità, odio e distruttività può essere molto pericoloso.

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Afghanistan, Arlacchi: "Guerra costata più del Piano Marshall per ricostruire l'Europa"

Roma, 15 dic. 2014

di Pino Arlacchi

Dal suo inizio 13 anni fa,secondo il Financial Times di oggi, la guerra in Afghanistan è costata quasi 1.000 miliardi di dollari. Tutti soldi presi in prestito, sui quali sono stati già pagati 260 miliardi di dollari di interessi.
Della mostruosa cifra totale, circa un decimo, cioè 100 miliardi di dollari, sono serviti per la cosiddetta "ricostruzione" dell' Afghanistan. Per avere un' idea delle grandezze in gioco, basta considerare che il Piano Marshall - il programma straordinario di aiuti USA con il quale si è ricostruita l' Europa dopo la seconda guerra mondiale - ha comportato l' esborso di una cifra inferiore.

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La Mafia Imprenditrice

La Mafia Imprenditrice (copertina)La Mafia Imprenditrice. Dalla Calabria al centro dell'Inferno

di Pino Arlacchi

Nuova edizione. Il Saggiatore, Milano (2007)

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Arlacchi ad Algeri per il Congresso annuale del Fronte Polisario

Algeri, 13 dic. 2014

di Pino Arlacchi

Sono ad Algeri, ospite d'onore del Congresso annuale del Fronte Polisario. Mi batto per la causa del Polisario da un paio di decenni, come un estensione internazionale del mio impegno di una vita per la giustizia e la legalità.
Il Polisario è il movimento di liberazione del popolo Sarawi del Sahara Occidentale, invaso dal Marocco 40 anni fa, dopo una sentenza della Corte europea di giustizia che si pronunciava a favore dell'autodeterminazione dei Sarawi.

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Torture Cia, Arlacchi: "Terrorismo di Stato"

Roma, 11 dic. 2014

di Pino Arlacchi

Il rapporto del Senato americano sulle torture della CIA non mi ha sconvolto più di tanto. È stata solo una conferma di quanto era noto da tempo circa la barbarie di questa polizia imperiale.
Mi ha sorpreso invece la posizione del Governo USA che ha dichiarato per bocca di Obama e del ministro della Giustizia la sua intenzione di non perseguire i responsabili di atti che equivalgono a un vero e proprio terrorismo di Stato. Obama è un giurista, e non puó ignorare perciò il fatto che gli Stati firmatari della Convenzione contro la tortura hanno l'obbligo di perseguire questo reato gravissimo praticamente in ogni luogo della terra, visto che l'hanno sottoscritta in 122.
Cosa succede, allora, se la giustizia civile o militare americana non fa nulla e lascia impuniti i depravati torturatori e i politici che li hanno autorizzati e coperti?

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Torture CIA, Arlacchi: «Stati con giurisdizione universale hanno obbligo di arrestare responsabili»

«Obbligo per magistrati italiani di arrestare politici USA e agenti CIA responsabili di torture che visitano l’Italia»

Roma, 11 dicembre 2014

di Pino Arlacchi

«Se fossi nei panni dei Direttori e degli agenti CIA, nonché dei politici che li hanno autorizzati e coperti nell’esecuzione delle torture rivelate dal rapporto del Senato USA, starei molto attento a non mettere piede in Europa, Italia inclusa». Lo dichiara in una nota Pino Arlacchi, ex vicesegretario generale dell’ONU ed esperto di sicurezza internazionale.

«Gli Stati che hanno la giurisdizione universale, e che hanno firmato la Convenzione contro la tortura (sono 122) – prosegue Arlacchi – hanno l’obbligo di arrestare e processare gli individui implicati nel rapporto senatoriale».

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Arlacchi: nessun progetto targato Ue sui cosiddetti "grandi temi"

Roma, 1 dic. 2014

di Pino Arlacchi

Matteo Renzi sembra essere l'unico leader europeo ad avere capito che l'UE non va da nessuna parte se prosegue sulla scia del minimalismo burocratico degli ultimi decenni. Il progetto europeo si è gradualmente degradato, riducendosi a un impotente e irresoluto "partenariato", per usare un orrendo termine bruxellese.
Di fronte alle sfide della globalita' contemporanea - l'ascesa della Cina e dei BRICS, il declino degli USA, la crisi dell'economia occidentale iniziata 6 anni fa e in pieno svolgimento - l'Unione europea non ha saputo reagire se non con balbettii, chiusure alle novita' ed accodamento alle politiche americane.

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Papa Francesco, Arlacchi: "Presidente ideale del mondo aldilà delle ideologie storiche"

Roma, 26 nov. 2014

di Pino Arlacchi

Ci voleva Papa Francesco perché nel Parlamento europeo risuonasse finalmente un discorso sferzante, profondo e senza riguardi per nessuno sui mali del pianeta e sui modi per combatterli. Il linguaggio di Francesco non è stato quello di un semplice capo religioso, attento a restare entro il recinto delle cose di fede, ma quello  di un ideale Presidente del mondo che non teme di parlare a nome della coscienza universale a proposito di immigrazione, guerre, massacri, terrorismo, mercato e perfino di Europa ed europeismo.
L'audacia di molte delle sue parole mi ha lasciato senza fiato: non ho mai ascoltato un'autorità pubblica che abbia osato anche soltanto nominare il terrorismo di Stato come matrice dell' ISIS e dei massacri mediorientali.
O che abbia denunciato con tanta forza il degrado del progetto europeo, la forza distruttiva del mercato, e lo strapotere di una superpotenza che si arroga il diritto di farsi giustizia da sola in ogni angolo della terra.
Non è un Papa comunista. Francesco va molto aldilà e al di sopra delle ideologie storiche. È' il primo Presidente mondiale della storia.

 

Luigi Bernabò, Pino Arlacchi:"un intellettuale senza compromessi"

Roma, 25 nov. 2014

di Pino Arlacchi

Sono semplicemente desolato per la perdita di una delle persone più importanti della mia vita. Luigi Bernabò, il mio amico ed agente letterario, se n'è andato oggi in punta di piedi, dopo una vita vissuta all' insegna del gusto per la bella scrittura e per la battaglia delle idee.
Luigi è stato il mio agente letterario dal 1992, e devo a lui la preparazione e la valorizzazione di tutti i miei lavori di successo, ed anche di quelli di minore clamore. Devo a Luigi lo stimolo a pubblicare anche quando non ero molto incline a farlo. Come nel caso de "Gli uomini del disonore" che non volevo far uscire quando è uscito, pochi giorni prima della strage di Capaci. Ero riluttante perchè quasi presentivo le tragedie di quel terribile 1992, e volevo avere le mani più libere, la testa più sgombra per affrontare le sfide dell'antimafia del tempo.

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Russia: 4 miti da sfatare

Roma, 14 nov. 2014

di Pino Arlacchi

L’ Unione europea soffre in questi mesi di un attacco di russofobia acuta. Un attacco che riflette la nevrosi del governo americano e dei suoi media sul tema, e che ci sta inondando di cattiva informazione. Elenco qui di seguito alcuni degli stereotipi più diffusi sulla Russia, e cerco di metterne in luce l’infondatezza. Valutate voi il danno che ne deriva alla nostra politica estera, alla nostra economia e alla nostra stessa cultura.
1) Con la crisi ucraina, la Russia si è isolata dal resto del mondo, che ha quasi unanimemente disapprovato la sua condotta verso Kiev.
Bene. Nel momento in cui alle Nazioni Unite -dopo il referendum nel quale il 90% della popolazione della Crimea si è pronunciata per un ritorno alla madrepatria - è stata messa ai voti una risoluzione di condanna dell’ “aggressione” russa, una grande parte degli stati membri si sono rifiutati di votarla. Tra questi la Cina, il Brasile, il Sudafrica, l’ Egitto, l’ Iraq e perfino Israele. Un mese dopo che gli USA e l’ Unione europea avevano escluso Putin dal summit del G8, il leader russo veniva accolto calorosamente dai paesi BRICS riuniti a Fortaleza. Questi paesi rappresentano quasi la metà della popolazione mondiale, e questa settimana Putin è stato un membro più che rispettato del vertice APEC di Pechino, prima di recarsi alla riunione dei G20 in Australia la prossima settimana.

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Benvenuti nel mio sito. Qui potete farvi un’idea di chi sono, e trovare notizie e documenti sulle mie opere e sui miei giorni.

Pino ArlacchiNon sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.

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