Saggi


"Azione non violenta e lotta alla mafia: che cosa può imparare la Colombia dall'Italia?"

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6 mar. 2014

Metto a disposizione dei lettori di questo sito la mia prefazione al capitolo “Acción no violenta y lucha antimafia: ¿Qué puede aprender Colombia de Italia?” scritto da Cristiano Morsolin e inserito nel libro Renovadas formas de hacer oposicion  (Freddy Cante, Beatriz Franco Cuervo), promosso dall'Illustre Università del Rosario, in un contesto di una Colombia diversa da quella conosciuta negli Anni 90, che sta ricercando importanti accordi di pace con le guerriglie, con la leadership del Presidente Santos, e un’amplia concertacion che coinvolge anche settori della sinistra.

Prima di tutto, per definire il fenomeno mafia si puo’ affermare che:

La mafia è un potere criminale che si serve della violenza per accumulare ricchezza. È anche un potere territoriale, che estrae risorse da un determinato territorio abolendo drammaticamente i diritti umani. La mafia è un potere parallelo extra-legale nei cui confronti non valgono le garanzie costituzionali. Sarebbe generico dire solo che si tratti di un potere violento, perché anche il potere politico può essere violento, e così quello delle dittature che abolisce i diritti, e anche il potere di certe forme di sfruttamento capitalistico altrettanto disastrose come esito per i diritti. Ma il potere della mafia - delle mafie, perché stiamo parlando ormai di un fatto che non è solo italiano ma mondiale - segue più o meno uno stesso modello. La mafia si garantisce l’impunità attraverso la protezione politica, intimidendo o eliminando gli oppositori, sia nello Stato che nella società. Nello Stato chiunque devia da un certo standard di tolleranza e di lassismo nei confronti delle indagini contro la mafia, viene individuato e colpito, e così, nella società civile, chiunque si batta con determinazione e con sincerità, perché rappresenta comunque un pericolo. Questo è il modo con cui le mafie - più o meno in tutto il mondo - si comportano.

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Il mito del terrorismo

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Bruxelles, 28 nov. 2013

di Pino Arlacchi

I media bombardano incessantemente i cittadini sulla minaccia terroristica, ambientale, criminale, migratoria ed epidemiologica, senza preoccuparsi di distinguere, articolare i discorsi, pesare i messaggi, e riflettere sugli effetti ultimi dei loro allarmi.  Il risultato ultimo di questa isteria è la diffusione del senso di impotenza, se non del cinismo e dell’indifferenza su quanto accade nei luoghi più sfortunati della terra. Nonché l’idea di una grande vulnerabilità nei confronti di eventi fatali come gli attentati terroristici. Eppure, anche il terrorismo interno e internazionale è in netto declino.

Metto a disposizione dei lettori di questo sito il mio Saggio Il Mito del terrorismo 

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Intelligence e Scienze Sociali

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Relazione del Professor Pino Arlacchi al Convegno "Intelligence e scienze sociali"

Università della Calabria, 26 set. 2009

Il rapporto tra intelligence e scienze sociali è sempre molto tormentato. C’è una sorta di competizione tra le due entità che scaturisce dalla convinzione che i servizi di sicurezza siano i depositari di informazioni che i normali cittadini non riescono ad avere mentre la storia ci dimostra che per le grandi cose, i grandi trend, non c'è esercito, polizia, né servizi di sicurezza che tengano. La loro individuazione è al di fuori della portata di questi ultimi. Mentre la scienza sociale applicata, quella delle università e dei centri di ricerca liberi da ogni vincolo, talvolta ci azzecca, come vedremo.

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Time has come to abolish the new slavery

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Pino Arlacchi, 2008

When I started to deal with this topic, at the beginning of the 90’, most people thought about slavery assuming that it was eliminated during the nineteenth century. Unfortunately, this was far from the truth. Slavery and the global slave trade continue to thrive to this day; in fact, more people are being trafficked across borders against their will now than at any point in the past.

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Mercati illegali, criminalità organizzata e la risposta dell'Unione Europea

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L’emergere delle Mafie imprenditrici e dei mercati illegali

La lotta contro la criminalità organizzata, nell’ Unione Europea ma anche altrove, assomiglia un pò alla lotta tra una volpe e un leone, dove l’ astuzia e l’ agilità della prima prevalgono molto spesso sulla forza del secondo.

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Università e intelligence

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Un rapporto da ricostruire

Presentazione del volume di Mario Caligiuri (a cura di), Intelligence e 'ndrangheta, Rubettino 2009

La collaborazione tra il mondo delle scienze sociali e l’ intelligence ufficiale ha già dimostrato la sua fecondità in alcune occasioni, ma assai poco in Europa e mai in Italia. Solo negli Stati Uniti si è formata un’ esile tradizione di scambi tra i due ambienti, iniziata durante la seconda guerra mondiale e via via indebolitasi fino all’ 11 settembre 2001.

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La mia infanzia in Calabria

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Prefazione al volume di Aldo Alessio, Cento anni di storia marinara della Società dei Lavoratori del Mare di Gioia Tauro Marina

di Pino Arlacchi, Roma, 2 mar. 2009

Il lavoro di Aldo Alessio è una ricostruzione etnografica della vita della Società dei Lavoratori del Mare di Gioia Tauro marina, sullo sfondo delle opere e dei giorni degli abitanti di Gioia nell’ ultimo secolo. E’ un’opera ricca di documenti, testimonianze e ricordi che è giusto fissare in un quadro d’insieme prima che i suoi protagonisti scompaiano. Ma non è un semplice Amarcord.

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Il mio lavoro all'ONU

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Dieci anni (non) perduti. La strategia globale di eliminazione delle coltivazioni  illecite nel 2008

Pino Arlacchi

Roma, giugno 2008

E' tempo di bilanci. Sono stato Vicesegretario Generale delle Nazioni Unite ed ho diretto il Programma antidroga dell'ONU dal 1997 al 2002. La mia gestione si è svolta  all'insegna della strategia di eliminazione delle colture di oppio e di coca dal pianeta entro il 2008. Come è nata l'idea, e come siamo arrivati a farla sottoscrivere dall'Assemblea Generale dell'ONU nel giugno del 1998? Quali sono stati gli ostacoli alla sua approvazione, e cosa è successo dopo, nei paesi coltivatori e nel mercato mondiale dei narcotici?

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Mi Presento

Benvenuti nel mio sito. Qui potete farvi un’idea di chi sono, e trovare notizie e documenti sulle mie opere e sui miei giorni.

Pino ArlacchiNon sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.

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