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Frutta e verdura non contaminate

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Il Mattino, 9 nov. 2013

di Mariano Fellico

“La responsabilità per inquinamento da rifiuti tossici nell’area a nord di Napoli – ha chiosato l’europarlamentare Pino Arlacchi – è anche europea perché a essere versate sui territori oggi gravemente danneggiati sono state sostanze provenienti da tutta Europa. E’ quindi giusto che l’azione di bonifica e riparazione sia fatta propria dall’Unione europea”

“La frutta e la verdura non sono contaminate”. Lo ha affermato con fermezza il commissario alle Bonifiche Mario De Biase durante il convegno di ieri sera sull’annoso problema delle bonifiche del territorio e sull’inquinamento. Incontro organizzato da Giuliano Morlando dell’associazione BigBang SmartSud – Ecomafie. Con lui erano presenti l’europarlamentare Pino Arlacchi, la deputata del Pd Giovanna Palma, i consiglieri regionali Raffaele Topo e Antonio Amato, il pubblico ministero Luca Musto. Una sala gremita, quella dell’istituto dei Fratelli Maristi di Giugliano, dagli esponenti dei comitati ambientalisti e da semplici cittadini che hanno più volte criticato l’attuazione delle bonifiche. “Ci sono 2000 ettari di terreno agricolo inquinato – ha sottolineato De Biase – e il nostro operato è iniziato sotto traccia nel 2010 e per due anni abbiamo effettuato i controlli. Per evitare il possibile disastro ambientale nel 2064 con il percolato che va nelle falde acquifere bisogna capire prima come agire. Su 220 pozzi controllati 96 sono risultati tutti altamente contaminati da sostanze cancerogene”. Sulla frutta e gli ortaggi è stato chiaro: “Strano che non siano stati effettuati controlli in passato, controlli scientifici che mi risulta non siano mai stati effettuati non solo a Giugliano ma sull’intero territorio nazionale. Le analisi effettuate dall’Istituto Superiore della Sanità sulla frutta e sugli ortaggi ha escluso la presenza di contaminazioni”.

Sotto la lente d’ingrandimento pesche, melanzane, verdure e fragole: “non c’è trasmigrazione tra la falda acquifera contaminata e i prodotti dell’agricoltura” ha ribadito De Biase tra le polemiche dei comitati ambientalisti. Ma ora parte la seconda fase dei controlli: 162 siti per valutare “l’evoluzione della contaminazione”. Percolato altamente pericoloso che si trova nella discarica Resit e nella cava X dove, dai racconti dei pentiti, si è sversato di tutto. “Per la Resit – ha spiegato De Biase – è presente del percolato altamente pericoloso. Bisogna interrompere questo processo che porta il liquido verso le falde con l’estrazione. La messa in sicurezza della Resit consiste nello scongiurare il disastro ambientale con dei pozzi per l’estrazione del percolato e la captazione e la bruciatura di eventuale altro biogas. Non è bonifica – ha concluso De Biase – in quanto non si può più riportare la zona a come era prima, ma è l’unica cosa che si può fare”. E intanto sono stati effettuati dei monitoraggi dei suoli con la divisione in 41 tipi di terreni: tre sono risultati inquinati e a giorni sarà pronta l’ordinanza per l’interdizione all’agricoltura. “La responsabilità per inquinamento da rifiuti tossici nell’area a nord di Napoli – ha chiosato l’europarlamentare Pino Arlacchi – è anche europea perché a essere versate sui territori oggi gravemente danneggiati sono state sostanze provenienti da tutta Europa. E’ quindi giusto che l’azione di bonifica e riparazione sia fatta propria dall’Unione europea”. Il pm Luca Musto è propenso affinché “i beni confiscati agli ecomafiosi vengano utilizzati per le bonifiche”. E intanto l’onorevole Michela Rostan (Pd), da tempo in campo per la questione ambientale e prima deputata firmataria della mozione del Pd approvata alla Camera, è chiara: “Abbiamo impegnato il Governo a lavorare in tempi certi per l’inasprimento di reati e pene in materia ambientale, per impiegare l’esercito a presidio dei territori contaminati e ad avviare le bonifiche. Tre direttive chiare e concrete, per superare la fase delle chiacchiere e passare a quella dei fatti”. Il membro della Commissione Ambiente Antonio Amato ha sottolineato la necessità che queste aree rientrino in “siti di interesse nazionale”, mentre Raffaele Topo ha ripercorso le battaglie contro l’apertura delle discariche: “La tolleranza della gente è finita con l’apertura della discarica di Sette Cainati. Ci sono responsabilità politiche gravi a questo scempio”. Dello stesso avviso la parlamentare del Pd Giovanna Palma.

 
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