UNA NUOVA GUERRA CONTRO L’ IRAN?

E-mail Stampa PDF

Non credo ci sarà una nuova guerra americana in Medioriente, perché penso si sia abbastanza diffusa l’opinione dell’ex-segretario alla difesa USA, Robert Gates, secondo cui << un futuro segretario alla difesa che consigliasse al Presidente di inviare di nuovo un grande esercito americano di terra in Asia o nel Medioriente o in Africa dovrebbe essere sottoposto a un esame del cervello >>.

Ma l’ avvento di Trump è successivo a questa dichiarazione. Ed occorre tenere anche conto dell’ appello lanciato da alcuni autorevoli psichiatri americani i quali hanno chiesto di fare a Trump precisamente questo esame.
Ma la preoccupazione più diffusa a proposito del rischio di un altro conflitto mediorientale riguarda un altro aspetto: quello legato alla accresciuta ricerca di pretesti per aggredire militarmente l’ Iran.
Il capofila della campagna di propaganda antiraniana è l’ attuale ambasciatrice americana presso le Nazioni Unite, Haley, che ha dichiarato testualmente che << è difficile trovare un conflitto o un gruppo terroristico in Medioriente che non abbia le impronte digitali dell’ Iran impresse dappertutto>>.
Affermazione del tutto falsa. E preoccupante. Perché le guerre iniziano con le bugie.
L’ Iran infatti è sciita, mentre Al Queda, che ha buttato giù due torri a New York tramite 15 gentiluomini di nazionalità saudita, è sunnita. Come sunniti sono l’ ISIS, Boko Haram in Nigeria, Al-Shaba in Somalia e l’ Jihad islamica. Per non parlare della galassia del terrorismo pakistano e di entità ritenute matrici di terrorismo come i Talebani e la Fratellanza islamica.
La stragrande maggioranza del terrorismo Mediorientale è di impronta sunnita e non sciita, e la sua storia (accuratamente ignorata in Occidente) è legata alle politiche inglesi, divenute poi americane, di nutrire gruppi eversivi che finiscono col rivoltarsi regolarmente contro i loro sponsor. 
E poi, chi è che ha creato la famigerata “connection sciita”, la “Shiite crescent” dei giornali americani, che si estende da Teheran a Bagdad, fino a Beirut e Damasco?
L’ ha creata Teheran? O è stato invece il capolavoro di chi ha invaso un Iraq dominato dai sunniti nel 2003 per rovesciare un Saddam Hussein e portare al potere un governo squisitamente sciita?
Capolavoro completato in Siria nel 2010 finanziando e armando “ribelli” sunniti alleati di Al Queda che hanno costretto Assad, sul punto di crollare, a chiedere il sostegno della Russia, dell’ Iran e delle milizie sciite Hezbollah. Che hanno finito col vincere lo scontro e far restare Assad al potere.
E gli Hezbollah? Da dove sono arrivati? Dall’ Iran, dall’ altro mondo, o dalla reazione all’ invasione e occupazione israeliana del Libano nel 1982. Evento che ha suscitato la famosa recriminazione di Yitzhah Rabin a proposito del << genio sciita che abbiamo fatto uscire dalla lampada>>.
Certo, la tentazione di dare una ripulita al sanguinoso casino creato dagli interventi militari occidentali nella regione armandone uno ancora più grande esiste, ed è in linea con la disastrosa narrativa che è finora prevalsa.
Si tratterebbe, però, questa volta di attaccare un nemico le cui dimensioni superano quelle di Iraq, Siria, Afghanistan e Libia messi assieme. 
L’ Iran è una potenza regionale che si è molto avvicinata di recente alla Russia e alla Turchia, ha rinunciato al nucleare bellico in cambio della sua reintegrazione nell’economia internazionale, ed è uno dei maggiori produttori di gas e petrolio.
Nessun paese europeo ed asiatico trova oggi una ragione seria per scontrarsi con l’ Iran, e ne trova invece molte per dialogare e cooperare.
Eccetto l’ Arabia Saudita, quindi, nessun alleato seguirebbe gli USA in un folle attacco militare all’ Iran. 
E’ per questo che, invece di affidarsi agli esami sulla salute mentale di Trump, sarebbe preferibile battere qualche colpo, soprattutto dal lato dell’ Europa.

 

 

22 dicembre 2017

 
ItalianEnglish

Mi Presento

Benvenuti nel mio sito. Qui potete farvi un’idea di chi sono, e trovare notizie e documenti sulle mie opere e sui miei giorni.

Pino ArlacchiNon sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.

Leggi tutto...
Libri in pdf

Agenda

 


 

 


Facebook

Ultimi Tweet

Segui Pino Arlacchi su YouTube

In Evidenza

Prev Next

I luoghi comuni sui migranti

 La Repubblica, 31 agosto 2017 Lettera al Direttore CARO direttore, mi permetto di dissentire dalle critiche alla sinistra italiana avanzate martedì dal...

Articoli | 06 Set 2017

Nessuno vuole morire per Kiev. Ed è giusto.

Panorama, 23 feb. 2015 Nella crisi ucraina c'è chi cerca un nemico a tutti i costi, in un delirio antirusso. Ma...

Articoli | 19 Feb 2015

Non armare l'Ucraina

Roma, 9 feb. 2015 di Pino Arlacchi La crisi ucraina è iniziata un anno fa, ed è evidente che la Russia sta...

Articoli | 09 Feb 2015

Tsipras, Arlacchi: "Il mondo sta con lui. Ecco le ragioni politiche, etiche ed economiche"

Roma, 7 feb. 2015 di Pino Arlacchi Uno schieramento larghissimo, che va dai premi Nobel ai maggiori economisti, di destra e di...

Articoli | 08 Feb 2015

Il teatrino incivile dell'informazione italiana

Roma, 30 gen. 2015 di Pino Arlacchi La qualità dell'informazione italiana ha seguito la stessa traiettoria del declino del PIL. Con la...

Articoli | 31 Gen 2015

Draghi, Arlacchi: "Il bazooka dovrebbe finanziare piano di investimenti e non le banche"

Roma, 28 gen. 2015 di Pino Arlacchi Non credo che le misure appena adottate dalla BCE avranno gli stessi effetti del Quantitative...

Articoli | 28 Gen 2015

Grecia, Arlacchi: " Se Syriza vincerà le elezioni la sua vittoria sarà di grande aiuto"

Il successo di Syriza ci aiuterà a creare un'Europa più vicina al cuore dei suoi cittadini.  Roma, 21 gen. 2015 di...

Articoli | 25 Gen 2015

Terrorismo: qualche cifra scomoda

Dei 2.682 attentati avvenuti nell’Unione europea tra il 2006 e il 2013 solo 16 (lo 0,6 per cento) è di...

Articoli | 22 Gen 2015

Terrorismo e disinformazione: lutti selettivi

Il 95% delle vittime del terrorismo sono musulmani, ma noi piangiamo solo quelle di casa nostra. di Pino Arlacchi, 13...

Articoli | 13 Gen 2015

Arlacchi:"Non facciamo il gioco dei terroristi. Islam e Occidente non c'entrano nulla"

Roma, 8 gen 2015 di Pino Arlacchi In campo non ci solo i terroristi che dicono di uccidere in nome dell'Islam e...

Articoli | 08 Gen 2015

Newsletter


Chi è Online

 182 visitatori online

Questo sito utilizza cookie; accedendo o cliccando su "Accetto" acconsenti a scaricare sul tuo browser tutte le tipologie di cookie presenti in questo sito..

Accetto cookie da questo sito.

Info