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Afghanistan, Arlacchi: "Guerra costata più del Piano Marshall per ricostruire l'Europa"

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Roma, 15 dic. 2014

di Pino Arlacchi

Dal suo inizio 13 anni fa,secondo il Financial Times di oggi, la guerra in Afghanistan è costata quasi 1.000 miliardi di dollari. Tutti soldi presi in prestito, sui quali sono stati già pagati 260 miliardi di dollari di interessi.
Della mostruosa cifra totale, circa un decimo, cioè 100 miliardi di dollari, sono serviti per la cosiddetta "ricostruzione" dell' Afghanistan. Per avere un' idea delle grandezze in gioco, basta considerare che il Piano Marshall - il programma straordinario di aiuti USA con il quale si è ricostruita l' Europa dopo la seconda guerra mondiale - ha comportato l' esborso di una cifra inferiore.

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Arlacchi ad Algeri per il Congresso annuale del Fronte Polisario

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Algeri, 13 dic. 2014

di Pino Arlacchi

Sono ad Algeri, ospite d'onore del Congresso annuale del Fronte Polisario. Mi batto per la causa del Polisario da un paio di decenni, come un estensione internazionale del mio impegno di una vita per la giustizia e la legalità.
Il Polisario è il movimento di liberazione del popolo Sarawi del Sahara Occidentale, invaso dal Marocco 40 anni fa, dopo una sentenza della Corte europea di giustizia che si pronunciava a favore dell'autodeterminazione dei Sarawi.

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Torture Cia, Arlacchi: "Terrorismo di Stato"

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Roma, 11 dic. 2014

di Pino Arlacchi

Il rapporto del Senato americano sulle torture della CIA non mi ha sconvolto più di tanto. È stata solo una conferma di quanto era noto da tempo circa la barbarie di questa polizia imperiale.
Mi ha sorpreso invece la posizione del Governo USA che ha dichiarato per bocca di Obama e del ministro della Giustizia la sua intenzione di non perseguire i responsabili di atti che equivalgono a un vero e proprio terrorismo di Stato. Obama è un giurista, e non puó ignorare perciò il fatto che gli Stati firmatari della Convenzione contro la tortura hanno l'obbligo di perseguire questo reato gravissimo praticamente in ogni luogo della terra, visto che l'hanno sottoscritta in 122.
Cosa succede, allora, se la giustizia civile o militare americana non fa nulla e lascia impuniti i depravati torturatori e i politici che li hanno autorizzati e coperti?

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Torture CIA, Arlacchi: «Stati con giurisdizione universale hanno obbligo di arrestare responsabili»

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«Obbligo per magistrati italiani di arrestare politici USA e agenti CIA responsabili di torture che visitano l’Italia»

Roma, 11 dicembre 2014

di Pino Arlacchi

«Se fossi nei panni dei Direttori e degli agenti CIA, nonché dei politici che li hanno autorizzati e coperti nell’esecuzione delle torture rivelate dal rapporto del Senato USA, starei molto attento a non mettere piede in Europa, Italia inclusa». Lo dichiara in una nota Pino Arlacchi, ex vicesegretario generale dell’ONU ed esperto di sicurezza internazionale.

«Gli Stati che hanno la giurisdizione universale, e che hanno firmato la Convenzione contro la tortura (sono 122) – prosegue Arlacchi – hanno l’obbligo di arrestare e processare gli individui implicati nel rapporto senatoriale».

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Arlacchi: nessun progetto targato Ue sui cosiddetti "grandi temi"

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Roma, 1 dic. 2014

di Pino Arlacchi

Matteo Renzi sembra essere l'unico leader europeo ad avere capito che l'UE non va da nessuna parte se prosegue sulla scia del minimalismo burocratico degli ultimi decenni. Il progetto europeo si è gradualmente degradato, riducendosi a un impotente e irresoluto "partenariato", per usare un orrendo termine bruxellese.
Di fronte alle sfide della globalita' contemporanea - l'ascesa della Cina e dei BRICS, il declino degli USA, la crisi dell'economia occidentale iniziata 6 anni fa e in pieno svolgimento - l'Unione europea non ha saputo reagire se non con balbettii, chiusure alle novita' ed accodamento alle politiche americane.

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Papa Francesco, Arlacchi: "Presidente ideale del mondo aldilà delle ideologie storiche"

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Roma, 26 nov. 2014

di Pino Arlacchi

Ci voleva Papa Francesco perché nel Parlamento europeo risuonasse finalmente un discorso sferzante, profondo e senza riguardi per nessuno sui mali del pianeta e sui modi per combatterli. Il linguaggio di Francesco non è stato quello di un semplice capo religioso, attento a restare entro il recinto delle cose di fede, ma quello  di un ideale Presidente del mondo che non teme di parlare a nome della coscienza universale a proposito di immigrazione, guerre, massacri, terrorismo, mercato e perfino di Europa ed europeismo.
L'audacia di molte delle sue parole mi ha lasciato senza fiato: non ho mai ascoltato un'autorità pubblica che abbia osato anche soltanto nominare il terrorismo di Stato come matrice dell' ISIS e dei massacri mediorientali.
O che abbia denunciato con tanta forza il degrado del progetto europeo, la forza distruttiva del mercato, e lo strapotere di una superpotenza che si arroga il diritto di farsi giustizia da sola in ogni angolo della terra.
Non è un Papa comunista. Francesco va molto aldilà e al di sopra delle ideologie storiche. È' il primo Presidente mondiale della storia.

 

Luigi Bernabò, Pino Arlacchi:"un intellettuale senza compromessi"

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Roma, 25 nov. 2014

di Pino Arlacchi

Sono semplicemente desolato per la perdita di una delle persone più importanti della mia vita. Luigi Bernabò, il mio amico ed agente letterario, se n'è andato oggi in punta di piedi, dopo una vita vissuta all' insegna del gusto per la bella scrittura e per la battaglia delle idee.
Luigi è stato il mio agente letterario dal 1992, e devo a lui la preparazione e la valorizzazione di tutti i miei lavori di successo, ed anche di quelli di minore clamore. Devo a Luigi lo stimolo a pubblicare anche quando non ero molto incline a farlo. Come nel caso de "Gli uomini del disonore" che non volevo far uscire quando è uscito, pochi giorni prima della strage di Capaci. Ero riluttante perchè quasi presentivo le tragedie di quel terribile 1992, e volevo avere le mani più libere, la testa più sgombra per affrontare le sfide dell'antimafia del tempo.

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Russia: 4 miti da sfatare

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Roma, 14 nov. 2014

di Pino Arlacchi

L’ Unione europea soffre in questi mesi di un attacco di russofobia acuta. Un attacco che riflette la nevrosi del governo americano e dei suoi media sul tema, e che ci sta inondando di cattiva informazione. Elenco qui di seguito alcuni degli stereotipi più diffusi sulla Russia, e cerco di metterne in luce l’infondatezza. Valutate voi il danno che ne deriva alla nostra politica estera, alla nostra economia e alla nostra stessa cultura.
1) Con la crisi ucraina, la Russia si è isolata dal resto del mondo, che ha quasi unanimemente disapprovato la sua condotta verso Kiev.
Bene. Nel momento in cui alle Nazioni Unite -dopo il referendum nel quale il 90% della popolazione della Crimea si è pronunciata per un ritorno alla madrepatria - è stata messa ai voti una risoluzione di condanna dell’ “aggressione” russa, una grande parte degli stati membri si sono rifiutati di votarla. Tra questi la Cina, il Brasile, il Sudafrica, l’ Egitto, l’ Iraq e perfino Israele. Un mese dopo che gli USA e l’ Unione europea avevano escluso Putin dal summit del G8, il leader russo veniva accolto calorosamente dai paesi BRICS riuniti a Fortaleza. Questi paesi rappresentano quasi la metà della popolazione mondiale, e questa settimana Putin è stato un membro più che rispettato del vertice APEC di Pechino, prima di recarsi alla riunione dei G20 in Australia la prossima settimana.

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Trattativa Stato-mafia, il cinismo informativo

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Il sociologo Pino Arlacchi prova a inquadrare storicamente la vicenda che oggi coinvolge Giorgio Napolitano

Panorama.it, 25 ott. 2014

I pubblici ministeri della Procura di Palermo rilanciano l’ ennesimo documento di 21 anni fa sull’ennesima minaccia mafiosa di 21 anni fa all’ennesima alta autorità italiana. Il pm Di Matteo ha chiesto alla Corte del processo Stato-mafia di rivolgere domande a Napolitano su un rapporto del servizio segreto militare che nel 1993 riferiva del rischio di un attentato contro di lui, all’epoca presidente della Camera.

Rilevanza del documento? Zero. Esso può sembrare importante solo a chi ignora il contesto di quegli anni. Tra il 1991 e il 1994 non è quasi passata settimana senza che minacce, progetti veri e falsi di attentato, allarmi più o meno fondati, lettere anonime di ogni risma non venissero alla ribalta. La matrice era per lo più mafiosa. Ma c’erano anche i compagni di strada di Cosa Nostra che temevano di fare la sua stessa fine sotto i colpi di maglio dell’ offensiva giudiziaria. Ci sono stati anni nei quali si sono trovati sotto accusa più di 5mila soggetti distribuiti lungo tutto l’ arco della delinquenza.

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Pino Arlacchi: "Legalità e sviluppo": proseguo l'impegno insieme ai miei elettori

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Roma, 19 ott. 2014

di Pino Arlacchi

Dopo una pausa post-elettorale, necessaria per riposare e riflettere, mi sento pronto per un nuovo inizio. Riprendo perciò da oggi il filo della comunicazione con amici, elettori e simpatizzanti tramite Facebook, Twitter e il mio sito.
L’ occasione per tornare in campo mi è stata fornita ieri da un incontro molto intenso con gli amici di Napoli e provincia organizzato da Peppe Barra con il suo solito entusiasmo travolgente e “pirotecnico”. Ho rivisto sindaci, amministratori, intellettuali e imprenditori provenienti da 22 comuni e desiderosi di continuare il comune impegno civile e politico.
Il meeting è stata una significativa riconferma del valore di quanto realizzato assieme nelle battaglie intraprese negli ultimi tre anni. Una rete di persone di buona volontà, PD e non PD, che mi hanno scelto come loro punto di riferimento continueranno a dimostrare fiducia e speranza per lo sviluppo del territorio e per la crescita dell’ etica politica in uno degli ambienti più dissestati dell’ Italia. Abbiamo festeggiato con il Sindaco di Frattaminore, Enzo Caso, l’ evento della premiazione del suo comune come uno dei più virtuosi della Campania, ed abbiamo parlato di elezioni comunali e regionali.
Saremo presenti, e faremo sentire il nostro peso, in tutti i processi che porteranno alla creazione delle liste, dei candidati e dei programmi. Cercheremo di far valere in ogni sede il significato delle nostre stelle polari della legalità e dello sviluppo.

Con l’ affetto di sempre

 

 


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Pino ArlacchiNon sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.

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