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Rassegna Stampa


Pino Arlacchi: Una voce di dissenso contro la russofobia nel Parlamento Europeo

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La voce della Russia

Servizio di Luca Di Trani, 20 mar. 2014

Abituato al silenzio o all’incoraggiamento da parte delle istituzioni europee nei confronti delle azioni dei “bravi ragazzi” di Kiev, ero ormai convinto di non trovare voci istituzionali di dissenso verso la politica ucraina, dettata dalle “buone intenzioni” americane.

Mi sono però dovuto ricredere conoscendo Pino Arlacchi, europarlamentare del Partito Democratico ed ex Vicesegretario delle Nazioni Unite.

- Come giudica la presa di posizione dell’UE nelle vicende ucraine?

- Credo che l’Unione Europea abbia commesso un grande errore, sta operando contro i suoi stessi interessi, per conto degli americani. E’ un gioco pericoloso che consiste nel creare un antagonismo con la Russia, di cui non ha bisogno nessuno ed in primo luogo l’Unione Europea stessa. Spero che questo sbandamento dell’UE venga riassorbito con la nuova Commissione e con il nuovo Parlamento.

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Ucraina, Arlacchi: " l'UE riprenda la strada del dialogo e della cooperazione con la Russia"

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Rainews, 19 mar. 2014

 Pino Arlacchi: "[...] Non c’è alcuna incompatibilità di interessi strategici né di altra natura tra noi e la Russia dopo la caduta del comunismo. La strada che l'Unione Europea dovrebbe intraprendere è quella della ripresa del dialogo e della cooperazione con la Russia. [...]"

 

Situazione Ucraina, Pino Arlacchi a Rainews

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Rainews, 19 mar. 2014

Pino Arlacchi: "[...] Ho criticato aspramente la decisione europea e del Consiglio di stanziare 11 miliardi euro solo per un paio di anni a favore dell´Ucraina. Le casse dell´Unione non dispongono neppure di una minima parte dei 2 miliardi di regalo contenuti nel pacchetto. Non esiste inoltre alcuna seria garanzia di restituzione da parte di un Paese corrotto e sull'orlo della bancarotta. Non è stato chiesto infatti al governo ucraino alcun impegno preliminare sulla madre di tutte le riforme, e cioè la lotta contro la corruzione, e non si sono esplorate in anticipo le possibilità alternative di aiuto finanziario, quali la confisca dei fondi imboscati nelle banche europee dagli oligarchi ucraini. La notizia di questa sconsiderata esposizione finanziaria verso l´Ucraina suona come un insulto verso i paesi membri dell´Unione che si trovano in difficoltà economiche. Ricordiamo la Grecia, in particolare, che è stata quasi massacrata dalla inflessibilità della Troika circa le garanzie di restituzione di prestiti di importo anche più contenuto di quelli promessi all'Ucraina[...]" .

 

Il nodo Crimea: Pino Arlacchi a Radio24

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24 Mattino, intervista di Simone Spetia, 18 marzo 2014

Spetia: Come legge questa situazione dall’osservatorio del Parlamento europeo? Ritiene che l’Unione europea sia stata un po’ debole nell’imporre le sanzioni alla Russia?

Arlacchi: "No, non la vedo come una debolezza, la vedo come una posizione di ragionevolezza suggerita da Paesi come la Germania e l’Italia, che in questo caso si muovono abbastanza in sintonia nel non drammatizzare né esasperare questa crisi, nel capire anche le ragioni della Russia che non è il nostro nemico. Non c’è alcuna incompatibilità di interessi strategici né di altra natura tra noi e la Russia dopo la caduta del comunismo. Non è un nemico e quindi crearci gratuitamente un nemico senza che ce ne siano ragioni fondamentali non mi sembra una cosa molto sensata. Credo che per l’Unione europea questa posizione stia gradualmente prendendo corpo e spero che si rafforzi sempre di più".

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Fondi europei 2014-2020: Pino Arlacchi a RegionEuropa

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TG RegionEuropa, 16 mar. 2014
Intervista di Dario Carella

Pino Arlacchi: «I comuni hanno dimostrato di saper spendere meglio i le risorse europee.  Credo che la soluzione migliore sia quella di affidarle ad associazioni di comuni che intercettino direttamente i fondi europei, sempre dietro una necessaria verifica della qualità dei progetti e con tutte le garanzie che occorrono perché l'iter si svolga secondo parametri corretti».

 

Le mafie, il ruolo dell'Italia in Europa, il semestre europeo, le europee 2014: Arlacchi a Sette 24 Europa

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Sette 24 Europa, 9 mar. 2014

Pino Arlacchi: [...] «Possiamo tentare di costruire una volta per tutte un Sistema Paese coerente con quello che l'Italia dovrebbe essere: un paese trainante dell'Europa per tante ragioni.
Siamo in ritardo di una decina di anni sul resto dell'Europa per quando riguarda soprattutto le istituzioni, il rinnovamento istituzionale.[...] La principale differenza dell'Italia rispetto agli altri paesi europei è che non siamo un Sistema Paese.[...]
L'Italia, con tutti i suoi limiti è comunque uno dei quattro grandi paesi europei, con un PIL di tutto rispetto (ancora non per molto tempo). Siamo un paese fondamentale per l'Europa. La crisi dell'Italia è la crisi dell'Europa» [...]

 

Ucraina, Arlacchi a Europa 24

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3 mar. 2014

Pino Arlacchi sulla posizione dell'Europa rispetto alla crisi ucraina: " Ci sono chiaramente due posizioni: da una parte l'Italia e la Germania sull'Ucraina, con una linea di prudenza e di ragionevolezza -  ed è di fatto una presa di distanza dall'altra posizione che è la più estrema - quella francese,  di Kerry, della Nato e anche dei media europei"

Intervista di Valeria De Rosa nel corso del programma ""Europa 24" condotto Gigi Donelli

 

Gli uomini del disonore - La postfazione

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Gli uomini del disonore

di Pino Arlacchi

Il Saggiatore, (Milano 2010)

Questo libro è nato da un incontro tra uomini divisi in tutto: nascita, formazione, valori. Da un lato Pino Arlacchi, uno dei massimi esperti mondiali del fenomeno mafia, dall’altro Antonino Calderone, mafioso di spicco della «famiglia» di Catania e poi grande pentito. In un rifugio messo a disposizione dalla polizia, Calderone ha deciso di ricordare. E raccontare.

Quando uscì nel 1992 "Gli uomini del disonore" ebbe un grande successo. Faceva conoscere le gerarchie di Cosa Nostra, le sue lotte intestine, le trame diaboliche dei suoi capi, la sua storia tormentata. La storia di un mondo in cui tutti sono nello stesso tempo amici e nemici di tutti, professano lealtà e sono pronti all’inganno più subdolo, progettano congiure e imboscate, tradiscono e uccidono senza rimorsi. Era la prima volta che la mafia veniva descritta dal suo interno, la prima volta che veniva descritta la vita quotidiana dell’uomo d’onore, le sue amicizie, gli odi, gli affetti di un’esistenza dominata dalla paura di essere uccisi e dalla necessità di ammazzare.

Il libro viene ripubblicato con una nuova postfazione di Pino Arlacchi. Lo studioso, tra gli artefici della legislazione antimafia italiana degli anni ottanta, autore del progetto esecutivo della Dia, ripercorre passo dopo passo la sfida a Cosa Nostra, condotta in prima persona insieme a Chinnici, Falcone e Borsellino: dal tempo degli omicidi di La Torre e Dalla Chiesa alle confessioni di Buscetta, dagli anni della strategia stragista a oggi. Oggi, che la mafia non è stata ancora sconfitta. Oggi, che la battaglia è ancora aperta.

Leggi la postfazione

 

Arlacchi, trattativa Stato-mafia, replica all'articolo di Marco Travaglio del 28 febbraio 2014

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Per i visitatori di questo sito pubblico la mia replica all'articolo apparso il 28 febbraio 2014  sul Fatto Quotidiano e la risposta di Marco Travaglio, anch'essa pubblicata a pagina 19.

Il Fatto Quotidiano, 1 mar. 2014

DIRITTO DI REPLICA

Gentile direttore, nel lungo articolo del 28 febbraio pubblicato sul Fatto Quotidiano, Marco Travaglio sostiene che il sottoscritto, nel 2009, ha avanzato una interpretazione condivisibile della cosiddetta trattativa Stato-mafia, per poi smentirla di recente. Voglio rassicurare i suoi lettori. Non ho affatto cambiato idea, come è facile constatare leggendo sul mio sito le numerose analisi e dichiarazioni che ho prodotto quasi senza interruzione sul tema dal 2009 a oggi. Negli Anni ‘92-‘93 non c’è stata alcuna trattativa tra i vertici dello Stato e Cosa nostra. Al contrario, quegli anni sono stati un’epoca di scontro frontale tra la mafia e i suoi alleati interni alle istituzioni (pezzi della politica e degli apparati della sicurezza), e la grande criminalità esterna a Cosa nostra da un lato, e il resto dello Stato dall’altro.

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Arlacchi a Panorama: "Il processo sulla trattativa tra Stato e Cosa nostra è una bufala"

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Panorama, 24 feb. 2014

Intervista a Pino Arlacchi di Anna Germoni

«Il processo Stato-mafia si concluderà con il totale flop dell’inchiesta di Antonio Ingroia & soci. È una bufala su cui si sono costruite carriere immeritate: non c’è una sola prova seria a sostegno di questa allucinazione». A stroncare la madre di tutte le inchieste, quella che a Palermo ipotizza una trattativa per bloccare le stragi di mafia dopo il 1992-93, è Pino Arlacchi, tra i massimi esperti internazionali di criminalità organizzata. Nessuno può sospettarlo di ambiguità o cedimenti, la storia di Arlacchi parla per lui. Parlamentare europeo del Pd e in passato deputato del Pds, nonché vicepresidente dell’Antimafia e grande amico di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Arlacchi ha vissuto per 13 anni sotto scorta da quando, il 25 maggio 1994 nell’aula del tribunale di Reggio Calabria, Totò Riina lanciò un anatema contro «la combriccola dei comunisti» e fece i nomi dei suoi tre principali nemici: Luciano Violante, all’epoca presidente della commissione antimafia; Gian Carlo Caselli, che era procuratore capo di Palermo; e «quell’Arlacchi che scrive libri». Tommaso Buscetta, il primo grande pentito di mafia, disse subito: «Queste sono condanne di morte».

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Pino ArlacchiNon sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.

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