Il nodo Crimea: Pino Arlacchi a Radio24

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24 Mattino, intervista di Simone Spetia, 18 marzo 2014

Spetia: Come legge questa situazione dall’osservatorio del Parlamento europeo? Ritiene che l’Unione europea sia stata un po’ debole nell’imporre le sanzioni alla Russia?

Arlacchi: "No, non la vedo come una debolezza, la vedo come una posizione di ragionevolezza suggerita da Paesi come la Germania e l’Italia, che in questo caso si muovono abbastanza in sintonia nel non drammatizzare né esasperare questa crisi, nel capire anche le ragioni della Russia che non è il nostro nemico. Non c’è alcuna incompatibilità di interessi strategici né di altra natura tra noi e la Russia dopo la caduta del comunismo. Non è un nemico e quindi crearci gratuitamente un nemico senza che ce ne siano ragioni fondamentali non mi sembra una cosa molto sensata. Credo che per l’Unione europea questa posizione stia gradualmente prendendo corpo e spero che si rafforzi sempre di più".

Spetia: Torniamo alla rivolta di Kiev e alle caratteristiche che ha avuto. A suo avviso c’è stato un assestamento o no?

Arlacchi:  "L’assestamento c’è stato ma in peggio. Ci sono 5 ministri di ispirazione fascista, neo-nazista e antisemita. Siamo tutti in allarme per il passato di alcuni di questi ministri e per le dichiarazioni che stanno arrivando dall’estrema destra che ha finito per egemonizzare la protesta e per darle il tono. La protesta è nata come spontanea, pacifica, non violenta e democratica contro la decisione del governo di non firmare l’accordo di associazione con l’Unione europea, ed è rapidamente degenerata in una specie di golpe soft che ha comunque portato diversi morti da una parte e dall’altra. Questi manifestanti, la piazza in definitiva hanno costretto un parlamento democraticamente eletto e un presidente a dimettersi, ad andarsene e ad essere sostituiti da un governo che, anche in Europa, non dà alcun affidamento".

 
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Pino ArlacchiNon sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.

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