Pino Arlacchi in Europa

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"Torniamo in Europa, ma con degli italiani di valore di cui essere orgogliosi. Per questo presentiamo il nostro candidato che ha una storia umana, professionale ed etica, e che potrà rappresentare la migliore Italia in Europa." Antonio di Pietro

Testo dell'intervento:

"Mi chiamo Pino Arlacchi, sono un sociologo e impegnato da qualche anno nella lotta alla criminalità organizzata e contro i grandi poteri criminali. Sto con l'Italia dei Valori, e mi sono candidato per le elezioni europee, perché è la mia sede naturale.

I temi per i quali si batte l'Italia dei Valori, cioè la legalità, la giustizia, la lotta contro la criminalità organizzata e l'informazione corretta, sono i temi della mia vita. Sono i temi per i quali sono andato alle Nazioni Unite come Segretario generale, dal 1997 al 2002, sono i temi con i quali mi sono impegnato per molti anni a Palermo con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, sono i temi su cui studio e lavoro tutti i giorni.

Il tema della disinformazione, che nel nostro Paese gioca un ruolo decisivo nel cambiare la percezione delle persone, è fondamentale. Oggi, tutti noi pensiamo che viviamo in un mondo catastrofico, di vivere in una società senza un futuro positivo, pensiamo di essere sommersi dalla violenza e dall'ingiustizia, pensiamo in definitiva che “domani sarà peggio di oggi”. Ho scritto un libro per dimostrare che la realtà è completamente diversa: non siamo mai stati cosi sicuri come adesso, la grande violenza delle guerre, dei massacri, dei genocidi e del terrorismo diminuisce regolarmente da molti anni, e anche la piccola delinquenza non cresce affatto, mentre tutti siamo convinti di credere il contrario.

In realtà un mondo più decente si può costruire, le forze che si battono in questa direzione, e l'Italia dei Valori è una forza importante da questo punto di vista, hanno grandi possibilità di farcela. Non sono un catastrofista, credo che andare in Europa significhi rafforzare la vocazione di pace dell'Europa, un continente che non conosce guerre da 64 anni, un continente che svolge un ruolo di potenza civile che non crede alle soluzioni militari delle crisi internazionali, che ha sviluppato una forma originale di promozione dei diritti. Andare in Europa significa andare a combattere per disarmare, per ridurre ancora di più le spese militari europee, che sono già tra le più basse del mondo, dove siamo sotto del 2% del Pil europeo contro l'8% di quello americano. Abbiamo un futuro molto importante da costruire, noi europei insieme agli Stati Uniti e la Cina, ed essere in Europa con un messaggio di rafforzamento della pace, dell'identità europea, e nell'unico parlamento sovra nazionale del pianeta, è molto importante.
Mi batterò anche per costruire il Parlamento universale, cioè estendere l'esperienza del Parlamento europeo a livello mondiale. Se esiste un Parlamento degli europei, perché non deve esistere un Parlamento di tutti i cittadini del mondo, eletto dai cittadini, che affianchi l'attuale assemblea generale delle nazioni unite, composta soltanto da Stati.

Mi batterò perché l'estensione della pace, che cresce dappertutto anche per merito dell'Europa. Mi batterò per l'eliminazione delle armi nucleari, un tema decisivo e importante che è presente nell'agenda politica. Obama l'ha messo nella sua piattaforma elettorale, e l'Europa può dare un grande contributo per liberarci da questo incubo che ci perseguita ormai da più di 60 anni.

Mi batterò anche per rafforzare la giustizia internazionale, introducendo il reato di aggressione tra i temi della corte penale internazionale.

Farò questo, insieme agli amici dell'Italia dei Valori di cui sono responsabile sicurezza internazionale, certo di trovarmi insieme a degli uomini liberi. Sono una persona che intraprende delle sfide consapevole che queste sfide si possano vincere. Non siamo una minoranza di estremisti che crede in cose che non si realizzeranno mai, siamo delle persone positive, concrete, che fanno battaglie che si vincono e perché sappiamo di avere dalla nostra la maggioranza degli italiani."

 

 
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Pino ArlacchiNon sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.

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