Afghanistan: inviato UE, 27 divisi tra Sequi e Usackas/Ansa

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(ANSA) - Bruxelles, 19 feb 2010
di Marisa Ostolani

Preoccupa il ruolo dell'ex ministro lituano in operazione CIA rendition.

Sarà annunciata dall'alto rappresentante della politica estera europea Catherine Ashton solo lunedì prossimo, alla riunione dei capi delle diplomazie, ma la nomina del nuovo inviato speciale della Ue in Afghanistan già divide e crea preoccupazioni tra i 27.

 

Fonti europee ben informate riferiscono all'Ansa che la lista dei candidati, che si era ridotta a quattro nomi espressi da Lituania, Polonia, Italia e Ungheria, si è ulteriormente ristretta a due e la raccomandazione della Ashton sarà fatta tra l'attuale rappresentante, l'ambasciatore italiano Ettore Sequi, 54 anni, in Afghanistan dal 2004, prima come ambasciatore italiano e negli ultimi due anni come inviato europeo, e l'ambasciatore lituano Vygaudas Usackas, 46 anni, fino al mese scorso ministro degli esteri della Lituania.

A Bruxelles, notizie ufficiose danno per favorito Usackas. Ma il tam tam sulla possibile sostituzione di Sequi con l'ex ministro degli esteri lituano è stato seguito con un crescendo di perplessità. "Alcuni paesi sono preoccupati per la possibile scelta della Ashton a favore di Usackas, in particolare per il suo presunto coinvolgimento sulle attività di rendition della Cia in Lituania", hanno riferito le fonti.

Il 22 gennaio scorso Usackas si è dimesso da ministro degli esteri in seguito ad una campagna stampa su prigionieri detenuti illegalmente in Lituania per conto della Cia. Su questa questione, Usackas si è scontrato pubblicamente con la presidente lituana Dalia Grybauskaite. Mentre la Grybauskaite sospettava che alcuni imputati di terrorismo fossero stati segregati in Lituania, Usackas smentiva l'uso di prigioni segrete della Cia per questo tipo di detenuti. La controversia ha portato ad un'inchiesta parlamentare che ha confermato che i servizi segreti della Lituania avrebbero operato con la Cia nell'ambito di attività di rendition tra il 2002 e il 2006. "Come minimo abbiamo bisogno di chiarezza e trasparenza per quanto riguarda il ruolo di Usackas in questa vicenda se deve avere una qualche credibilità sul terreno in Afghanistan", ha detto l'eurodeputato Pino Arlacchi (Idv) in un appello rivolto pochi giorni fa alla Ashton per chiederle di fare "la scelta giusta". Secondo l'europarlamentare, la reputazione e l' indipendenza di Usackas potrebbero essere "messe a rischio da notizie di stampa secondo le quali sarebbe stato complice nel non fornire informazioni sulle attività di rendition della Cia in Lituania".

Ma se la scelta cadesse su Usackas, l'Italia perderebbe in poche settimane due importanti posizioni in Afghanistan.

Dalla fine di gennaio, infatti, l'Italia non ricopre più il posto di rappresentante civile della Nato in Afghanistan che, dal maggio del 2008, era coperto dall'ambasciatore Fernando Gentilini, sostituito dal primo febbraio dall'ex ambasciatore britannico in Afghanistan, Mark Sedwill.

Qualunque sia, la scelta di lunedì dell'inviato speciale della Ue, che per la prima volta avrà come la Ashton un 'doppio cappello' (Commissione e Consiglio), completerà la triade 'civile' della comunità internazionale in Afghanistan. Dopo la Nato, anche l'Onu ha proceduto alla nomina del suo inviato: è lo svedese di origine italiana Staffan De Mistura. (ANSA).

 
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