IN MORTE DI UN UOMO DEL DISONORE

E-mail Print PDF

di Pino Arlacchi

17 novembre 2017

Ventiquattro anni di carcere duro. Uno per ogni ergastolo ricevuto. E prima del carcere, tanti anni di vita sordida, nascosta, da assassino costretto a fuggire e ad uccidere per non essere ucciso. E prima della latitanza, un’ esistenza da capraio, tra le colline desolate di Corleone. Questa è stata la vita di Salvatore Riina, detto Totò. Un uomo da quattro soldi, meschino e senza onore.

   Non c’è stata alcuna grandezza nella sua malvagità. Non esistono angeli del male. Il crimine più abietto nasce dalla mediocrità, dall’ invidia e dalla pochezza d’ animo. I mafiosi come Riina sono piccoli uomini dentro grandi storie, legni storti alla deriva, che infliggono lutti e sventure a chiunque abbia la sfortuna di incontrarli.

       L’ unica nota di umanità nella vita di Riina  è stata la sua morte non violenta, circondato dai suoi cari e ben curato e assistito fino all’ ultimo. Una fine atipica, diversa da quella del suo  predecessore corleonese, Luciano Liggio, crepato solo e abbandonato da tutti in un carcere sardo, e diversa da quella di un altro pluriassassino, Gaetano Badalamenti, morto solo come in cane dentro un terribile penitenziario americano.

Piccoli uomini dentro grandi storie. Perché? Perché strumenti di potenze malefiche superiori, capaci di violenze e frodi su scala ben più ampia, in grado di usare per il proprio tornaconto la macchina dello stato, il Parlamento, l’ economia e le alleanze internazionali del Paese.

Gli anni di Riina e Andreotti sono stati l’ epoca d’oro della grande delinquenza nel nostro Paese. Corruzione ai massimi livelli, lobbismo criminale, finanza d’avventura ed apparati pubblici deviati sono stati gli inseparabili compagni di Cosa Nostra lungo tutti gli anni ’70 e ’80.

    Ma la festa è in gran parte finita quando la reazione che si è levata dal profondo della società italiana e dello stato di diritto, gia’ presente nei tristi tempi dell’ andreottismo, ha raggiunto la forza di misurarsi apertamente con il blocco di potere criminale.

    Chinnici, Falcone, Borsellino e tanti altri al Sud. Mani Pulite al Nord. La magistratura e i dirigenti di polizia fedeli alla Repubblica in tutto il Paese, hanno guidato uno scontro al calor bianco che è durato fino a qualche anno fa, e che non si è del tutto concluso neanche adesso.

   

Questo è quanto pensa “quell’ Arlacchi che scrive libri”, come mi definì Totò Riina, credendo di condannarmi a morte durante una pausa di un processo a Reggio Calabria nel 1994.

E questo è quanto scrivo, vivo e in buona salute, in una bella giornata di sole del tardo novembre 2017, avendo appena appreso la notizia della fine di Riina. Non sento alcuna gioia. Il mafioso è già morto da vent’anni, annientato dal 41bis, il regime carcerario che abbiamo introdotto subito dopo Capaci.

Sento solo un po’ di melanconia per non poter commentare con Giovanni Falcone la dipartita di un uomo del disonore.      

 
ItalianEnglish

Mi Presento

Benvenuti nel mio sito. Qui potete farvi un’idea di chi sono, e trovare notizie e documenti sulle mie opere e sui miei giorni.

Pino ArlacchiNon sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.

Leggi tutto...

I Padroni della Finanza Mondiale

I Padroni della Finanza Mondiale (copertina)
Libri in pdf

Agenda

 


 

 


Facebook

Ultimi Tweet

Segui Pino Arlacchi su YouTube

Featured Articles

Prev Next

L'Eredità di Giovanni Falcone ed i rischi del presente

L'Antidiplomatico 23 Maggio 2020   “Potrei fare a meno di tanti colleghi, ma non potrei mfare a meno di Pino Arlacchi” Giovanni Falcone Il...

Articoli | 23 May 2020

Ora attenti a questa Finanza predatoria

Il Fatto Quotidiano 21 Maggio 2020 Lo scenario di queste settimane richiama per certi versi quello del “golpe dello spread” che...

Articoli | 21 May 2020

"Dietro l'aggressione imperiale contro il Venezuela c'è un racket mafioso

L'Antidiplomatico 12 Maggio 2020 L’ ultima aggressione al Venezuela, la sesta in due anni, è appena fallita. Gli Stati Uniti hanno...

Articoli | 13 May 2020

Gli Stati Uniti dal governo mondiale alla protezione mafiosa

La Fionda, 7 Maggio 2020 In questi tempi arroventati, si cercano i precedenti della crisi attuale e si discute molto, perciò,...

Articoli | 10 May 2020

Conte difende il nostro paese dai figli di Troika

Il Fatto Quotidiano, 7 Maggio 2020 In questi tempi di fuoco, l’unico uomo di governo che pare aver capito qual è...

Articoli | 10 May 2020

Pino Arlacchi all'Antidiplomatico: "Un Piano B prima che la finanza predatoria colpisca l'Italia"

L'Antidiplomatico, 25 Aprile 2020 Professore, come commenta l’ accordo del Consiglio Europeo dell’ altro ieri che ratifica le conclusioni dell’ Eurogruppo...

Articoli | 10 May 2020

Pino Arlacchi - Il nuovo ordine mondiale (che non ci sarà)

L'Antidiplomatico, 24 Aprile 2020 Circola una retorica sensazionalista che vede la sindrome del Coronavirus come una svolta radicale della storia moderna:...

Articoli | 10 May 2020

L’anomalia italiana è la Lombardia

Il Fatto Quotidiano, 9 Aprile 2020 L’anomalia dell’alto numero di decessi italiani per coronavirus rispetto a quelli del resto del mondo...

Articoli | 10 May 2020

Arlacchi: «A Miami i soldi della corruzione venezuelana"

Arlacchi: «A Miami i soldi della corruzione venezuelana

Il Periodista, 1 Aprile 2020 di Ruggero Tantulli. Il Periodista ha chiesto a Pino Arlacchi, ex vicesegretario dell'Onu e architetto della...

Articoli | 10 May 2020

Cina e Stati Uniti: la grande sfida alla pandemia mondiale

Il Fatto Quotidiano, 30 Marzo 2020 Pechino ha preso il problema per le corna, scegliendo la guerra al Covid. Una decisione...

Articoli | 10 May 2020

Newsletter


Chi è Online

We have 224 guests online

Questo sito utilizza cookie; accedendo o cliccando su "Accetto" acconsenti a scaricare sul tuo browser tutte le tipologie di cookie presenti in questo sito..

Accetto cookie da questo sito.

Info