IMMIGRAZIONE. ALLARMI IMMOTIVATI, SINISTRA INCERTA

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 di Pino Arlacchi
 
13 Settembre 2017
 
    Su “Repubblica” di oggi trovate un grafico sulla minaccia che gli immigrati porrebbero alla sicurezza degli italiani. Il grafico è chiaramente orizzontale. Indica come negli ultimi 18 anni la quota di cittadini che ritiene questa gente pericolosa è rimasta sostanzialmente costante, con un picco verso il basso raggiunto soltanto 5 anni fa. 
  Come si fa a dire, allora, – come fa Ilvo Diamanti nel suo commento - che questo grafico mostra un’ aumento della “paura” verso gli immigrati, risalita fino a raggiungere “gli indici più elevati, da 10 anni ad oggi”? 
     Questi indici, in realtà restano contenuti nel lungo periodo, sono risaliti dal picco molto basso del 2012, e non hanno ancora raggiunto il culmine del 2017, essendo inferiori ancora di 5 punti al 51%. Invece di lanciare allarmi immotivati e scoraggianti, bisognerebbe ricordare  come negli ultimi 15 anni gli stranieri residenti in Italia sono aumentati di 5 volte passando da poco più di 1 a oltre 5 milioni di individui. In prevalenza giovani, maschi, e scontenti. In grado di provocare un terremoto sociale che non è avvenuto.
Viste queste cifre, la vera domanda da porsi non è perché l’inquietitudine verso gli stranieri sia aumentata, ma perché sia rimasta costante invece di esplodere. 
  Iniziamo col riconoscere che la società italiana si è dimostrata capace di assorbire meglio di tante altre un ondata immigratoria dall’ estero di enormi dimensioni. Senza avere elaborato alcun piano né strategia coerenti. Da sola. Senza il sostegno della politica. E senza diventare un campo di battaglia, nonostante leghisti, fascisti e razzisti si siano dati molto da fare.  
        Se cominciamo a riflettere sulle ragioni di questo successo involontario della civitas italiana, lo possiamo rendere duraturo, e trasformarlo in una visione politica. Altrimenti esso rischia di venire sommerso dalle forze della società incivile, che esiste anch’essa, e che ritiene questo tema un suo punto di forza. Ma per compiere questa operazione ci vogliono, a sinistra,  più determinazione e più fiducia nei propri valori. L’ esempio da seguire c’è già, e si chiama Francesco.
 
 
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Pino ArlacchiNon sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.

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