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GIOVANNI E IO. IN PRIMA LINEA CON FALCONE CONTRO ANDREOTTI, COSA NOSTRA E LA MAFIA DI STATO

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Com’era collaborare con Giovanni Falcone? Quali erano le sue riflessioni più private? Come si svolgeva il suo lavoro investigativo? In un crescendo appassionato e pieno di dettagli inediti, Pino Arlacchi racconta per la prima volta la storia della sua amicizia con Falcone dal 1980 fino a Capaci, gli incontri privati nella casa del giudice in via Notarbartolo a Palermo, l’eccezionale impresa conoscitiva e giudiziaria che porterà al maxiprocesso, i viaggi comuni negli Usa per decifrare con gli inquirenti americani le trafile del grande traffico di eroina tra la Sicilia e gli Stati Uniti, la scoperta del riciclaggio nei paradisi fiscali, i retroscena dell’incontro con Tommaso Buscetta e quelli dell’arrivo di Falcone a Roma, al ministero di Grazia e Giustizia, e del mancato pentimento di Tano Badalamenti. Il tutto all’ombra della grande sfida con Giulio Andreotti e la mafia di Stato.

Sono tante le storie mai raccontate prima, che restituiscono con nettezza il profilo di un professionista e di un lavoratore instancabile, ben diverso da quello dell’eroe solitario e votato alla sconfitta depositatosi nella memoria collettiva dopo la sua tragica morte. Falcone non è morto solo e non è morto invano. Queste pagine colpiscono perché mostrano in presa diretta il lavoro sul campo di un grande magistrato, in costante intesa con un ricercatore sociale “che fabbrica cartucce che gli consentono di sparare più lontano”. Un amico fraterno che lo aiuta a valorizzare la sua intelligenza, la sua determinazione, il suo ineguagliabile senso della giustizia.

Sullo sfondo c’è l’Italia degli ultimi tre decenni del secolo scorso, tratteggiata con maestria dall’autore: la strategia della tensione, la Guerra fredda e l’alleanza asimmetrica con gli Stati Uniti. Una parte importante è dedicata al racconto dell’influenza degli apparati d’intelligence americani nelle storie italiane, compresa la grande stagione della lotta alla mafia. Questo libro riempie un vuoto e rappresenta un contributo essenziale per conoscere le opere e i giorni di Giovanni Falcone.

 

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Contro la paura. La violenza declina. I veri pericoli che minacciano la pace mondiale.

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Metto a disposizione dei lettori uno stralcio dell'incipit del mio ultimo volume "Contro la paura. La violenza declina. I veri pericoli che minacciano la pace mondiale", in uscita il 10 dicembre con Chiarelettere. Buona lettura.

 

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I padroni della finanza mondiale. Lo strapotere che ci minaccia ed i contromovimenti che lo contrastano

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Copertina "I Padroni della Finanza" di Pino ArlacchiMetto a disposizione dei lettori l’indice e l’introduzione del mio ultimo volume su “I padroni della finanza mondiale. Lo strapotere che ci minaccia ed i contromovimenti che lo contrastano”, Chiarelettere.

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L'Inganno e la Paura. Il mito del caos globale

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L'inganno e la paura (copertina)Metto a disposizione dei lettori di questo sito il mio studio "L'inganno e la paura. Il mito del caos globale",  pubblicato nel 2009 per il Saggiatore e recentemente presentato in alcune università della Cina, in occasione della sua traduzione in lingua cinese.

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La Mafia Imprenditrice

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La Mafia Imprenditrice (copertina)La Mafia Imprenditrice. Dalla Calabria al centro dell'Inferno

di Pino Arlacchi

Nuova edizione. Il Saggiatore, Milano (2007)

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"Addio Cosa Nostra" disponibile nella sezione libri

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Addio Cosa Nostra

Metto a disposizione dei lettori di questo sito i due libri Addio Cosa Nostra. La vita di Tommaso Buscetta, e Perché non c’è la mafia in Sardegna, pubblicati  rispettivamente nel 1994 per la "Rizzoli", e nel 2007 per "AM&D Edizioni di Cagliari".

I volumi sono disponibili in formato pdf. 

 

"Azione non violenta e lotta alla mafia: che cosa può imparare la Colombia dall'Italia?"

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6 mar. 2014

Metto a disposizione dei lettori di questo sito la mia prefazione al capitolo “Acción no violenta y lucha antimafia: ¿Qué puede aprender Colombia de Italia?” scritto da Cristiano Morsolin e inserito nel libro Renovadas formas de hacer oposicion  (Freddy Cante, Beatriz Franco Cuervo), promosso dall'Illustre Università del Rosario, in un contesto di una Colombia diversa da quella conosciuta negli Anni 90, che sta ricercando importanti accordi di pace con le guerriglie, con la leadership del Presidente Santos, e un’amplia concertacion che coinvolge anche settori della sinistra.

Prima di tutto, per definire il fenomeno mafia si puo’ affermare che:

La mafia è un potere criminale che si serve della violenza per accumulare ricchezza. È anche un potere territoriale, che estrae risorse da un determinato territorio abolendo drammaticamente i diritti umani. La mafia è un potere parallelo extra-legale nei cui confronti non valgono le garanzie costituzionali. Sarebbe generico dire solo che si tratti di un potere violento, perché anche il potere politico può essere violento, e così quello delle dittature che abolisce i diritti, e anche il potere di certe forme di sfruttamento capitalistico altrettanto disastrose come esito per i diritti. Ma il potere della mafia - delle mafie, perché stiamo parlando ormai di un fatto che non è solo italiano ma mondiale - segue più o meno uno stesso modello. La mafia si garantisce l’impunità attraverso la protezione politica, intimidendo o eliminando gli oppositori, sia nello Stato che nella società. Nello Stato chiunque devia da un certo standard di tolleranza e di lassismo nei confronti delle indagini contro la mafia, viene individuato e colpito, e così, nella società civile, chiunque si batta con determinazione e con sincerità, perché rappresenta comunque un pericolo. Questo è il modo con cui le mafie - più o meno in tutto il mondo - si comportano.

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"Myth and Reality of the Global Terrorist Threat"

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Bruxelles, Oct. 24th, 2011

by Pino Arlacchi

S&D - Group of the Progressive Alliance of Socialists & Democrats in the European ParliamentThe media constantly bombard the public with all sort of threats: the terrorist threat, the environmental threat, criminality, immigration and epidemics, without bothering to distinguish, clarify the context, weigh the messages and be responsive on the ultimate effects of their alarms. The ultimate result of this hysteria is the spreading of a sense of powerlessness, if not cynicism and indifference about what happens in the most unfortunate parts of the earth. Not to mention the idea of a great vulnerability to lethal incidents such as terrorist attacks. Yet, both domestic and international terrorist events are in sharp decline.

I publish for the readers of my site the report Myth and Reality of the Global Terrorist Threat (.doc)

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Mi Presento

Benvenuti nel mio sito. Qui potete farvi un’idea di chi sono, e trovare notizie e documenti sulle mie opere e sui miei giorni.

Pino ArlacchiNon sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.

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