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Rassegna Stampa


Mafia: Arlacchi "Ora sopravvive, ma da Falcone colpo decisivo"

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(ANSA) - L'Aquila, 29 nov. 2013 - "Il colpo che Giovanni Falcone, insieme a Paolo Borsellino, ha inferto a Cosa Nostra è stato decisivo. La mafia terroristica, la mafia del sangue e della violenza è stata sconfitta. Purtroppo, però, sopravvive sotto forme più insidiose, ma ha dovuto rinunciare al suo progetto di sfida diretta allo Stato". Così Pino Arlacchi, sociologo, ex Vice Presidente della Commissione Antimafia ed ex Vice Segretario Generale ONU, all'Aquila al Convegno "Che cosa significa essere europeo? Giovanni Falcone e il contributo dell'Italia alla legalità internazionale".

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Intimidazione a De Luca, Pino Arlacchi a Letta: "Basta esitare sulle deleghe del Vice Ministro"

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Salernonotizie.it, 27. nov. 2013

«La barbara intimidazione al Sindaco De Luca è l'ennesimo segno di degrado della politica italiana. Perché la sua matrice è chiaramente politica, ed è connessa al tentativo di linciaggio mediatico e politico del Sindaco messo in atto subito dopo la celebrazione del Congresso PD di Salerno». Lo dichiara in una nota Pino Arlacchi, europarlamentare PD che ha ospitato De Luca a Bruxelles per un evento dedicato al Sud che funziona.

«I risultati del Congresso hanno confermato la grande forza di De Luca. I suoi consensi nel partito e nella società civile sono legati a fatti la cui dura verità infastidisce molti benpensanti, anche interni al PD stesso», prosegue Arlacchi.

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Datagate: senatore Usa a Parlamento Ue, Obama farà riforma

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Noi troppo oltre,spionaggio non basta,rimuovere cause terrorismo

"Pino Arlacchi ha chiesto ai rappresentanti del Congresso americano di "imparare dall'esperienza in Europa" dove il terrorismo "è stato battuto senza violare la democrazia".

(Ansa) - Bruxelles, 26 nov.2013 - Gli Stati Uniti "devono risolvere entro la primavera" gli eccessi della sorveglianza di massa rivelati dallo scandalo Datagate. E' quanto chiesto dal presidente della Commissione affari esteri del Parlamento europeo, il tedesco Elmar Brok, esponente della Cdu ed uno dei principali consiglieri della Cancelliera Angela Merkel, in apertura dell'audizione di oggi pomeriggio con il senatore americano Christopher Murphy, presidente della sottocommissione per gli affari europei, e con i membri del Congresso Gregory Meeks e Mario Diaz-Alabart.

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Arlacchi in tour nella Jonica aziona le leve dello sviluppo

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SALINE
L’eurodeputato con Gullì, Romeo e De Gaetano

Il Quotidiano della Calabria, 20 nov. 2013

INSIEME all’eurodeputato Pino Arlacchi per discutere dello sviluppo dell'area grecanica, delle sue attività, delle sue potenzialità e della programmazione comunitaria 2014-2020, che serva da rilancio del territorio. Questo il significato della due giorni del sociologo e politico nella terra della bassa Calabria. Arlacchi, calabrese originario di Gioia Tauro,
già presidente dell'associazione mondiale per lo studio della criminalità organizzata, è stato tra gli artefici della strategia antimafia italiana negli anni ‘90, nonché autore del progetto Dia. Durante i suoi incontri ha parlato del progetto “Magna Grecia” da lui già elaborato e redatto, è già alle valutazioni degli organi europei preposti e che mira a rilanciare l'intero territorio puntando ad un'importante azione di recupero, ripristino, e valorizzazione dei piccoli centri rurali e lo ha fat-
to parlando ai tanti amministratori ed ex amministratori dell'area che ha voluto incontrare.

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Molise, Arlacchi con i giovani di Guglionesi

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Tg3 Molise, 16 nov. 2013, edizione delle 14

Servizio di Lorenzo Gambatesa

Pino Arlacchi: "Il nostro futuro, non solo nei partiti politici, ma anche in Italia dipende dalla nostra capacità di sostenere la battaglia per la democrazia e la legalità"

 

Roma, Arlacchi all'incontro interparlamentare dedicato al popolo saharawi

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Il 14 novembre a Roma,  il Presidente della Repubblica araba democratica saharawi Mohamed Abdelaziz e Mohamed Sidati, rappresentante del Fronte Polisario in Europa.

Disponibile a questo link il Documento finale della Conferenza

L'Europa e la comunità internazionale sostengano la causa del popolo saharawi e fermino il saccheggio delle risorse da parte del governo marocchino. L'appello del Presidente della Repubblica araba democratica Saharawi, Mohamed Abdelaziz arriva in occasione dell'incontro interparlamentare promosso alla Camera dei Deputati (Sala delle Colonne), dal senatore Stefano Vaccari con lo scopo di coordinare gli sforzi e promuovere il dialogo per una pace giusta nel Sahara occidentale."La posizione dell'Europa deve ispirarsi al rispetto della Carta delle Nazioni Unite, del diritto internazionale e dei diritti dei popoli di disporre delle proprie risorse e ricchezze nazionali - ha detto il Presidente Abdelaziz - deplorando le ambizioni espansionistiche del governo marocchino e invitando quindi l'Europa a imporre sanzioni economiche che favoriscano il rispetto della legalità internazionale".

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Arlacchi: "Voto azero, la divisione fra gli osservatori è normale e non ne sono io il responsabile"

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Per i visitatori di questo sito pubblico la mia replica all'articolo apparso il 7 novembre scorso sul Corriere della Sera e la risposta di Milena Gabanelli, anch'essa pubblicata nella pagina degli esteri. Di seguito, una mia considerazione finale su questo scambio di opinioni.

La lettera di Pino Arlacchi

Corriere della Sera, 13 nov. 2013

Caro Direttore,
mi dispiace che una professionista seria come Milena Gabanelli abbia riportato sul Suo giornale una versione distorta delle elezioni presidenziali azere dello scorso mese, attribuendomi tra l'altro un ruolo che non mi appartiene. Sarebbe bastata una conversazione con il sottoscritto per chiarire meglio il tutto, evitando così di avanzare insinuazioni sulla mia integrità personale. Sono stato a capo della missione di osservazione elettorale del Parlamento Europeo, composta da 7 deputati di diversi partiti e paesi. Erano presenti a Baku altri 59 deputati appartenenti ad altre due missioni ufficiali, quella dell'Osce e quella del Consiglio d´Europa. L´osservazione a breve termine ha un mandato molto ristretto. Deve verificare il rispetto delle procedure, la segretezza del voto, la presenza di intimidazione o coercizione degli elettori, l'assenza di propaganda nei seggi, la regolarità degli scrutini e così via.

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Frutta e verdura non contaminate

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Il Mattino, 9 nov. 2013

di Mariano Fellico

“La responsabilità per inquinamento da rifiuti tossici nell’area a nord di Napoli – ha chiosato l’europarlamentare Pino Arlacchi – è anche europea perché a essere versate sui territori oggi gravemente danneggiati sono state sostanze provenienti da tutta Europa. E’ quindi giusto che l’azione di bonifica e riparazione sia fatta propria dall’Unione europea”

“La frutta e la verdura non sono contaminate”. Lo ha affermato con fermezza il commissario alle Bonifiche Mario De Biase durante il convegno di ieri sera sull’annoso problema delle bonifiche del territorio e sull’inquinamento. Incontro organizzato da Giuliano Morlando dell’associazione BigBang SmartSud – Ecomafie. Con lui erano presenti l’europarlamentare Pino Arlacchi, la deputata del Pd Giovanna Palma, i consiglieri regionali Raffaele Topo e Antonio Amato, il pubblico ministero Luca Musto. Una sala gremita, quella dell’istituto dei Fratelli Maristi di Giugliano, dagli esponenti dei comitati ambientalisti e da semplici cittadini che hanno più volte criticato l’attuazione delle bonifiche. “Ci sono 2000 ettari di terreno agricolo inquinato – ha sottolineato De Biase – e il nostro operato è iniziato sotto traccia nel 2010 e per due anni abbiamo effettuato i controlli. Per evitare il possibile disastro ambientale nel 2064 con il percolato che va nelle falde acquifere bisogna capire prima come agire. Su 220 pozzi controllati 96 sono risultati tutti altamente contaminati da sostanze cancerogene”. Sulla frutta e gli ortaggi è stato chiaro: “Strano che non siano stati effettuati controlli in passato, controlli scientifici che mi risulta non siano mai stati effettuati non solo a Giugliano ma sull’intero territorio nazionale. Le analisi effettuate dall’Istituto Superiore della Sanità sulla frutta e sugli ortaggi ha escluso la presenza di contaminazioni”.

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Un pentino conferma la bufala della trattativa

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l'Unità, 10 novembre 2013

L'analisi di Pino Arlacchi

Un nuovo pentito ha dichiarato che nel 1992 Cosa Nostra aveva deciso di uccidere anche Claudio Martelli e Giulio Andreotti. Si tratta di una non notizia perché il fatto è noto non solo agli esperti, ma anche al largo pubblico. Ma c'è chi l'ha riciclata senza battere ciglio e sotto il titolo di "trattativa Stato-mafia".
È lo stesso pentito, invece, a dire che la trattativa non è mai esistita perché c'è stato qualcosa di molto più grave: la collusione costante e profonda tra un pezzo delle istituzioni e la mafia siciliana.
Gli anni della cosiddetta "trattativa" sono stati in realtà quelli dello scontro epocale, al calor bianco, tra la rete di protezione politica che aveva garantito impunità secolare a Cosa Nostra da un lato, e nuove forze della società civile e delle istituzioni della sicurezza emerse lungo gli anni 80, dall'altro.
La battaglia decisiva si è svolta nel biennio '92-'93, ma dentro di essa c'era anche una crudele resa dei conti tra Cosa Nostra e i suoi massimi protettori nella politica, nell'economia e nello Stato.

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Un pentino conferma la bufala della trattativa

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l'Unità, 10 novembre 2013

L'analisi di Pino Arlacchi

Un nuovo pentito ha dichiarato che nel 1992 Cosa Nostra aveva deciso di uccidere anche Claudio Martelli e Giulio Andreotti. Si tratta di una non notizia perché il fatto è noto non solo agli esperti, ma anche al largo pubblico. Ma c'è chi l'ha riciclata senza battere ciglio e sotto il titolo di "trattativa Stato-mafia".
È lo stesso pentito, invece, a dire che la trattativa non è mai esistita perché c'è stato qualcosa di molto più grave: la collusione costante e profonda tra un pezzo delle istituzioni e la mafia siciliana.
Gli anni della cosiddetta "trattativa" sono stati in realtà quelli dello scontro epocale, al calor bianco, tra la rete di protezione politica che aveva garantito impunità secolare a Cosa Nostra da un lato, e nuove forze della società civile e delle istituzioni della sicurezza emerse lungo gli anni 80, dall'altro.
La battaglia decisiva si è svolta nel biennio '92-'93, ma dentro di essa c'era anche una crudele resa dei conti tra Cosa Nostra e i suoi massimi protettori nella politica, nell'economia e nello Stato.

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Pino ArlacchiNon sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.

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