Porti: Stati generali Gioia Tauro, primo nonostante 'ndrangheta.

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Da pm giudizi positivi sicurezza. Serve più impegno per sviluppo

(ANSA) - GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA), 13 DIC - "Il porto di Gioia Tauro è gravato dalla 'ndrangheta, che è asfissiante. E nonostante tutto è il primo in Italia. Pensate cosa potrebbe essere se riuscissimo a debellare la 'ndrangheta''. A dirlo è stato il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho intervenendo agli "Stati Generali del Porto", iniziativa ideata e coordinata dall'eurodeputato del Pd Pino Arlacchi e giunta alla seconda edizione.

Alla sessione dedicata alla sicurezza è intervenuto anche il procuratore di Palmi Giuseppe Creazzo secondo il quale, grazie all'azione di contrasto della magistratura e delle forze dell'ordine si è ridotta la percentuale dei traffici di contrabbando mentre si registrano sequestri importanti di cocaina, basti pensare che negli ultimi 3 anni ne sono stati sequestrati quasi 4 tonnellate.

Nel corso degli "Stati generali" è stato fatto il punto su quello che è stato e quello che dovrebbe essere fatto per stabilizzare il transhipment e far decollare il retro porto ed è stata discussa la Zona economica speciale, illustrata nei suoi dettagli come strumento di incentivazione allo sviluppo dall'amministratore delegato di Mct Domenico Bagalà.

All'appuntamento hanno partecipato rappresentanti della Regione, i sindaci dell'area, le dogane, le organizzazioni sindacali, l'Autorità Portuale e le imprese. Un'occasione, l'appuntamento ideato da Arlacchi, per proseguire il confronto avviato lo scorso anno e finalizzato a verificare l'attuazione del "decalogo" di impegni sottoscritti nell'ambito della prima edizione: creazione della Zona economica speciale, istituzione dello Sportello unico investitori per l'area retro portuale, promozione internazionale del porto e del retro-porto, riconoscimento del ferro-bonus e sistemi incentivanti per l'area retro portuale, revisioni delle concessioni agli operatori dell'area portuale, eliminazione del vincolo ambientale sull'area industriale, realizzazione del gateway ferroviario e delle infrastrutture portuali e ferroviarie previste dall'Apq per Gioia Tauro, realizzazione di tariffe ferroviarie più competitive da parte di Rfi, istituzione di un referente unico interministeriale presso la Presidenza del Consiglio, certificazione di sicurezza interna ed esterna realizzata da Unicri. Dal dibattito è emerso come si sta lavorando per l'Apq, ma resta tutto fermo sul ferro-bonus e sul gateway ferroviario, mentre la stessa Zes resta ancora più che un'ipotesi e basta. Sulla riduzione delle tasse di ancoraggio e delle accise sul carburante si aspettano iniziative dello Stato che - è stato ribadito - sembra un'entità astratta, lontana dai problemi concreti del porto.

Sulla sicurezza, la valutazione di Cafiero De Raho e Creazzo è stata, tutto sommato, positiva. Nel porto di Gioia Tauro, collocato in una zona ad alta densità mafiosa, è stato rilevato, esistono comunque azioni ed interventi delle forze dell'ordine capaci di ridurre i rischi di infiltrazioni mafiose, ma non di abbatterle completamente. L'attenzione, è stato detto, resta alta ma occorre la collaborazione di tutti gli imprenditori dell'area.

 
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