IL VENEZUELA NELLA MORSA DI TRUMP

In questa riflessione pubblicata stamattina su Il Fatto Quotidiano delineo i possibili sviluppi della situazione in Venezuela, e sottolineo come molto dipenda dalle scelte di Cina e Russia nonchè dalla volontà del governo Maduro di mettere in piedi un piano di sicurezza alimentare.

IL VENEZUELA NELLA MORSA DI TRUMP

Il Fatto Quotidiano, 6 Aprile 2019

È inutile illudersi che lo scontro tra Stati Uniti e Venezuela arrivi a una veloce resa dei conti. È vero che le opzioni che Trump aveva a disposizione fino a qualche mese fa si sono ridotte. L’operazione Guaidó è stata preceduta da una vasta campagna mediatica tesa a convincere tutti – a cominciare dagli stessi venezuelani – che i guai del Venezuela non derivano dalle feroci sanzioni americane e dal crollo del prezzo del petrolio ma sono esclusiva opera del governo Maduro. Questa campagna è culminata nell’autoproclamazione di Guaidó a presidente ed è fallita.

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MIA NOMINA A FELLOW DEL CNAM

MIA NOMINA A FELLOW DEL TEAM DI RICERCA DEL DIPARTIMENTO DI INTELLIGENCE, DIFESA E SICUREZZA DEL CNAM FRANCESE

Il CNAM è una scuola di alta formazione dello stato francese che opera su un vasto arco di settori, dalla ricerca tecnologica all’ innovazione, ai temi della sicurezza, in collaborazione con le istituzioni che formano l’ elite della Francia, come l’ ENA, l’ Ecole National d’Amministration e la Maison des Sciences de l’ Homme.

 Il 22 marzo il CNAM mi ha nominato Senior Fellow e Associate Researcher per via del mio “eccezionale contributo alla ricerca accademica nella comprensione della struttura della mafia e del suo impatto politico e socioeconomico”, invitandomi a contribuire al suo programma di ricerca su cybersicurezza, nuovi crimini finanziari e terrorismo.

 

L'ECONOMIA REALE E' SULLA VIA DELLA SETA

La mia analisi su Cina, Asia Orientale e Via della seta continua con questo contributo pubblicato oggi da "Il Fatto quotidiano".

L’ECONOMIA REALE E' SULLA VIA DELLA SETA
di Pino Arlacchi | 27 Marzo 2019

È inutile minimizzare, e ridurre quanto accaduto nei rapporti tra Italia e Cina a un semplice scambio di cortesie commerciali e di finezze su Marco Polo e Matteo Ricci (il gesuita del 500 divenuto mandarino cinese). Una volta tanto, i governanti italiani l’hanno azzeccata in pieno, entrando per primi nel più grande gioco geopolitico messo in piedi dai tempi della Conferenza di Bretton Woods del 1944 in poi, e dalla fondazione delle Nazioni Unite l’anno dopo.

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CINA, E' VIA DELLA SETA O VIA DELL'IGNORANZA?

Di seguito potete trovare il mio contributo alla discussione sulla Via della Seta pubblicato ieri mattina sul Fatto Quotidiano (https://www.ilfattoquotidiano.it/…/cina-e-via-dell…/5052482/)

"Il Fatto Quotidiano", 21 marzo 219

(https://www.ilfattoquotidiano.it/…/cina-e-via-dell…/5052482/)

La visita del presidente cinese per la firma dell’accordo sulla “nuova via della seta” ha dato luogo a un dibattito politico-mediatico inconcludente e povero di contenuti. Anche chi difende le ragioni dell’accordo dimostra una conoscenza a dir poco incerta delle sue premesse e delle sue implicazioni. Ciò si deve a un fondamentale vuoto di conoscenza sulla Cina che viene sostituito da uno schema mentale tanto facile quanto sbagliato: Cina eguale a Stati Uniti. Il Paese di Xi Jinping è – per la quasi totalità dei commentatori italiani di politica estera e per gli sprovveduti leader dell’opposizione e del governo – nient’altro che una replica autoritaria della superpotenza americana.

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TRADUZ. INGLESE MIA ANALISI SU "IL FATTO QUOTIDIANO" DEL 9 MARZO 2019

USA AGAINST VENEZUELA: DO NOT TOUCH THE DOLLAR IF YOU DON’T WANT TO DIE

by  Pino Arlacchi
UN Undersecretary General 1997-2002
March 10, 2019

The clash between the Government of the United States and Venezuela has almost reached the threshold of armed intervention, and if this will not occurr it will be only because the ongoing barbaric siege to the country's economy is able to achieve the same result.   

But there are still grey areas, in my view, about the reasons of the American fury. It cannot be taken for granted that this is only the compulsive action of an aggressive great power, which from 1945 onwards intervened 67 times abroad to overthrow unwelcomed regimes.

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TRADUZ. SPAGNOLA MIA ANALISI SU "IL FATTO QUOTIDIANO" DEL 27-2-2019

“Yo, exsecretario adjunto de la ONU, les explico el gran engaño entre Wall Street y el petróleo, sobre la crisis en Venezuela”

Por Pino Arlacchi

Si alguna lección se aprende al dirigir una gran organización internacional como la ONU, es que en las cosas del mundo, la verdad de los hechos raramente coincide con la versión oficial. Las ideas dominantes, como solía decir el viejo Marx, siguen siendo las de la clase dominante. Y el caso de Venezuela en estos días se configura en términos de un gigantesco engaño informativo dirigido a encubrir la opresión contra un pueblo y el saqueo de una nación.

El principal mito a desenmascarar se refiere a las causas de fondo del drama venezolano. Los medios occidentales no han dudado en señalar a los ejecutivos que accedieron al poder después de la elección del “dictador” Chávez como presidente en 1998 como únicos responsables de la crisis, ocultando la causa más importante: las bárbaras sanciones estadounidenses contra Venezuela decididas por Obama en 2015 y profundizadas por Trump en 2017 y 2018.

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DOLLARI&PETROLIO: PERCHE' L'AMERICA AZZANNA CARACAS

di Pino Arlacchi

"Il Fatto quotidiano", 9 marzo 2019

Lo scontro tra il governo degli Stati Uniti e il Venezuela ha quasi raggiunto la soglia dell’ intervento armato, e se questo non avverrà sarà solo perché l’ attuale barbaro assedio all’ economia del paese è in grado di ottenere lo stesso risultato.   

Ma esistono varie zone d’ombra, a mio avviso, sulle motivazioni della furia americana. Non è scontato che essa sia soltanto il riflesso condizionato di una potenza aggressiva, che dal 1945 in poi è intervenuta 67 volte all’ estero per rovesciare governi non graditi.

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BIBLIOGRAFIA E SITI WEB SULLA CRISI DEL VENEZUELA

• ALBA, What is the ALBA?, https://albainfo.org/what-is-the-alba/.

 • Alberto Acosta,  “La auditoría de la deuda e(x)terna ecuatoriana, ” XX, 11 October 2016, INREDH, https://www.inredh.org/index.php?option=com_content&view= article&id=22&Itemid=3.

 • Romulo Betancourt, Oil and Politics, Boston 1979.

 • Rachael Boothroyd Rojas,  “Venezuela Petitions UN to Accompany Presidential Elections, Opposition Announces Boycott, ” Venezuelaanalysis.com, 21 February 2018, https://venezuelanalysis.com/News/13676.

 • James M. Boughton, The IMF and the Silent Revolution: Global finance and development in the 1980s, International Monetary Fund, 2000.

 • Marilia Brocchetto,  “Venezuela asks UN for help as medicine shortages grow severe, ” CNN, 25 March 2017, https://edition.cnn.com/2017/03/25/americas/ venezuela-maduro-un/index.html

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IL GRANDE IMBROGLIO SUL VENEZUELA

Uno studio controcorrente

Nel momento in cui il supremo teorico della guerra non-occidentale, Sun Tzu, affermava  che l’ arte della guerra si basa sull’ inganno esistevano solo le guerre dichiarate e combattute con le armi della violenza fisica.

Ma l’ insegnamento del teorico cinese era abbastanza profondo da dimostrarsi valido anche oggi, in tempi di guerra coperta, non convenzionale, combattuta con le armi dell’ economia e soprattutto della finanza. Dove l’ inganno consiste nella disinformazione e la disuguaglianza tra le parti contrapposte si basa sul possesso o meno dei mezzi di disinformazione di massa.

Se c’è una lezione che ho imparato dirigendo una parte non trascurabile dell’ ONU è che, nelle cose del mondo, la verità dei fatti raramente coincide con la sua versione ufficiale. Anche in tempi di pluralismo informativo come i nostri, le idee dominanti  - come diceva il vecchio Marx – sono ancora quelle della classe dominante. Che rivolta cose e fatti a suo uso e consumo.

Dietro ogni guerra c’è una menzogna.

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UN PO' DI EUROPEISMO DI SINISTRA

"La Bce deve immettere 800 mld l'anno per sostenere l'economia reale"

di Nicola De Muro
26 Febbraio, 2019

A sostenerlo è il sociologo Pino Arlacchi, ex euro-deputato e una delle massime autorità mondiali in tema di criminalità e sicurezza, e per anni ai vertici del sistema Onu, di cui è stato anche vice-segretario generale.

“Conosco Draghi e so che lui vorrebbe una politica monetaria diversa. Si è spinto ai massimi consentiti, ma gli è impedito di andare oltre”. Arlacchi spiega chi e cosa impedisce a Draghi di sostenere veramente l'economia reale. “Con il Quantitative Easing sono stati immessi, dal nulla, 2.500 miliardi. Una cifra enorme. E sono state salvate solo le banche. Perchè non fare lo stesso per salvare e far ripartire l'Unione Europea?”.

Nell'intervista, poi, altre riflessioni, libere e impertinenti. Gli Usa fanno guerra anche economica a chiunque osi mettere in discussione il dollaro, ecco il vero motivo della sfida a Maduro in Venezuela, così come contro la Russia, la Cina e l'Iran. E poi, l'Unione Europea dovrebbe cogliere l'opportunità offerta da Trump di ritirarsi dalla gendarmeria del mondo. L'Ue si sganci, quindi, dal baricentro Usa e vada verso Est: la vera vocazione europea è la Russia. E anche la Cina.

 
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Pino ArlacchiNon sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.

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