Primarie: Napoli; Arlacchi, coalizione sostenga Cozzolino

(ANSA) - Napoli, 24 gen. 2010

''Ho sempre pensato che Andrea Cozzolino rappresentasse una risorsa nuova e forte per il futuro della citta' di Napoli e non avevo dubbi su una sua buona affermazione, suffragata peraltro da una larghissima partecipazione''. Lo afferma l'eurodeputato del Pd, Pino Arlacchi, commentando i risultati delle primarie di Napoli.

Read more...
 

Narcos, assalto all'Europa (via Calabria)

Messico-Calabria, prove di alleanza. Nel mirino anche Russia e Asia.

Avvenire, 19 gen. 2010

di Lucia Capuzzi

Con quattro milioni di nuovi consumatori soltanto nell'ultimo anno, il Vecchio Continente è un mercato molto interessante, proprio nel momento in cui la penetrazione negli Usa si fa sempre più complicata.

Ancora si tratta di 'esami preliminari'. Piccoli test per sondare il terreno, cal­colare i rischi e le possibilità di e­vitarli. A breve, però, si potrebbe passare alle prove generali. E quin­di al debutto dei narcos messica­niriuniti nei cosiddetti cartelli – in Europa. Quest’ultima rappresenta un mer­cato 'interessante' per i trafficanti centroamericani. Con quattro nuo­vi milioni di consumatori nell’ulti­mo anno, di cui un terzo giovani tra i 15 e i 34 anni, il Vecchio Continen­te offre loro buoni margini di gua­dagno. Una prospettiva ancor più allettante ora che la penetrazione nella 'piazza' statunitense s’è fatta più difficile. Per due ragioni. Primo, la concorrenza tra i diversi cartelliundici organizzazioniè spietata: tutti vogliono accaparrarsi 'la li­nea', il redditizio corridoio nella frontiera Usa attraverso cui filtra la droga. Il confine, però – e questa è la secondo motivazione dell’atten­zione per il territorio europeoè sempre più blindato. Le autorità di Washington, terrorizzate all’idea che la violenza narco si estenda a Nord del Rio Bravo, hanno schiera­to lungo i tremila chilometri tra i due Stati ben 30mila agenti. In media, 10 funzionari per chilometro qua­drato. Non che questi siano riusciti ad arginare il traffico. Il Nordame­rica resta il 'business' principale per i narcos. Che esplorano, però, giri d’affari integrativi, non alterna­tivi.

Read more...
 

Afghanistan: Arlacchi, "si ripropone problema nostra missione"

«Ambigue le affermazioni di La Russa su 'controllo territorio'»

(ANSA) - Roma, 18 gen. 2010 - ''L'ultima vittima italiana in Afghanistan ripropone il problema dell'azione delle nostre truppe in quel paese. Siamo certi che il nostro contingente stia rispettando il mandato assegnatogli dal Parlamento? Non dimentichiamo che questo mandato è molto diverso da quello assegnato ai militari inglesi e americani''. Lo dichiara in una nota Pino Arlacchi, eurodeputato Pd e Relatore per il Parlamento europeo sulla Nuova Strategia dell'Ue in Afghanistan.

Read more...
 

Afghanistan, dal pantano si esce con una proposta a costo zero

Non esiste soluzione militare al disastro. Per questo bisogna riformare l'aiuto internazionale. Questa è l'idea dell'Europa: tagliare spese e consulenze. E rafforzare le misure anti-corruzione.


l'Unità, 16 gen. 2010
L'Analisi di Pino Arlacchi
Poche settimane fa, il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza il mio rapporto su “Una nuova strategia dell’Unione europea per l’Afghanistan”. Dopo un anno di lavoro, il team che ho guidato ha raggiunto una conclusione molto netta: l’approccio seguito finora dagli USA e dalla NATO per sconfiggere l’ insurgency e ricostruire il paese è sbagliato. Sicurezza e condizioni di vita dei cittadini afghani continuano a deteriorarsi. La coalizione viene sempre più percepita come una forza di occupazione. È tempo perciò che l’Europa prenda l’iniziativa ed imbocchi una strada completamente diversa.

Read more...
 

Afghanistan, the EU and Wikileaks

What the EU has done and what it should do

Thenewfederalist.eu, 14 gen. 2010

di Alessio Pisanò

What is the EU doing in Afghanistan? Nothing, according to some US cables revealed by Wikileaks. “2010 is the last chance we give to Afghanistan. No one believes in it any more”, said Mr Herman Van Rompuy over a coffee with an US ambassador in Brussels. Without any doubt this is a remarkable kick to diplomacy and politically correct. Either way Mr Van Rompuy expressed in few words what Europeans have been wondering about for months: what is the EU doing in Afghanistan? And some could even wonder why the EU accepted to go over there.

This question must be asked after the MEPs’ vote on Mr Arlacchi’s Report on Afghanistan hold in Strasbourg. The Chamber has backed with a great majority the report proposal to rethink the whole strategy in Afghanistan. As Mr Van Rompuy highlighted, the whole ’pacific’ mission has not led to the expected success. After billions of Euros spent and hundreds of lives lost, the pacification of the country is still far to be gained. MEPs agreed on acknowledging that the military intervention is Afghanistan has failed and security is completely at stake. Currently some 150,000 soldiers are in the country, and almost 32,000 come from European Member States who agreed to contribute to the mission after the 9/11 terrorist attack to the twin towers in New York. Today, after 9 years the authors of the attack are still unknown and the security in Afghanistan is precarious.

Read more...
 

Diplomazia degli errori

l'Unità, 3 gen. 2010

L'Editoriale di Pino Arlacchi

Un problema di estradizione si può affrontare in molti modi, ma la strada scelta dal governo italiano sul caso Battisti è, tra tutte, quella che porta alla sconfitta più sicura. La strada demagogico-nazionalista, l’alzare la voce lanciando minacce poco credibili e messaggi offensivi a un governo, a un popolo e a un Paese tra i più amici come il Brasile non porta da nessuna parte.
Se avesse voluto davvero ottenere il rimpatrio del signor Battisti, senza aspettare l’ultimo minuto e l’esplosione del caso sui giornali, il nostro governo avrebbe dovuto fare tre cose: a) dare per tempo le opportune istruzioni alle macchine diplomatiche e giuridiche; b) ascoltare con attenzione e rispetto il punto di vista del governo brasiliano; c) sulla base di quel punto di vista, attivarsi per correggere sia la strategia tecnico-diplomatica sia la comunicazione.

 

Read more...
 

In Iraq, Sudan, Nigeria lo scontro non è tra religioni

La guerra tra civiltà è una categoria che nasconde conflitti originati da altro. Dal risentimento per le tante vittime civili a Baghdad al controllo del petrolio altrove. Ma la stampa fa finta di no.

l'Unità, 31 dic. 2010

di Pino Arlacchi

La persecuzione anticristiana in corso in Iraq è inspiegabile se non si tiene conto del trauma della guerra del 2003. Molti osservatori rilevano con sorpresa come lo scontro religioso fosse del tutto sconosciuto in Iraq prima dell’ invasione anglo-americana. Cristiani e musulmani professavano liberamente la propria religione, nel solco di una millenaria tradizione mediorientale, all’ interno di uno stato autoritario ma laico, dove un cristiano militante come Tarek Aziz poteva raggiungere i vertici del potere pubblico senza che si prestasse alcuna attenzione alla sua fede.

È stato il terribile shock dell’ occupazione militare che ha letteralmente scassato la società irachena, scatenando una specie di lotta di tutti contro tutti: odi e tensioni irriducibili non solo tra cristiani e musulmani, ma tra sciiti e sunniti, e tra questi ed altre minoranze.

La religione in se stessa non c’entra nulla con le animosità attuali. Se non si tiene conto dell’ immenso risentimento provocato dai bombardamenti e dalle distruzioni belliche condotte in Irak da potenze occidentali e cristiane che hanno fatto a pezzi il paese e lasciato sul terreno 660mila vittime civili, non si capisce nulla di ciò che accade adesso.

Read more...
 

«Io li conosco bene», Arlacchi spiega l’Idv

Europa, 28 dic. 2010

di Rudy Francesco Calvo

De Magistris? «È di una superficialità sconcertante. Fa politica come ha fatto il magistrato, un sacco di chiasso senza alcun risultato». E Di Pietro? «Vuole un piccolo partito personale da controllare facilmente, ma le sue sono decisioni arbitrarie, spesso sbagliate, che inevitabilmente creano malcontento ». Secondo il sociologo Pino Arlacchi, eletto eurodeputato sotto le insegne dipietriste ma passato nelle file del Pd in polemica proprio con la gestione personalistica del leader di Idv, la dualità interna al suo ex partito è solo un’illusione creata dai media.

Read more...
 

Intoccabili Stati Uniti. Quando il diritto cede di fronte al potere

l'Unità, 22 dic. 2010

Il dossier, di Pino Arlacchi

La Corte di Cassazione italiana ha chiuso il caso Calipari invocando un “difetto di giurisdizione”. Il soldato americano che ha ucciso il dirigente del SISMI in Iraq era coperto, secondo la Corte, da immunita’ diplomatica. La verità  è che l’unico difetto di giurisdizione in questo caso è stato quello dello Repubblica italiana nel suo complesso di fronte all’ Impero americano e alla sua pretesa di giurisdizione universale.

Read more...
 

Allarme terrorismo nel mondo. La gigantesca manipolazione.

Secondo alcuni storici del fenomeno, senza isteria comunicativa il terrorismo non ci sarebbe del tutto.

l'Unità, 19 dic. 2010

di Pino Arlacchi

Siamo vittime di una gigantesca manipolazione, che tende a farci credere che il terrorismo internazionale rappresenti una minaccia esistenziale, a causa dei suoi effetti devastanti sui regimi democratici, sulla società civile e sull´economia. Ma al netto dell´hype, del frastuono mediatico e delle dichiarazioni sopra le righe dei politici, dopo ogni attentato rimangono sul campo poche vittime, pochi danni, e nessun principio di destabilizzazione.
Una delle cause principali del terrorismo e´ il terrore. La paura diffusa a piene mani dai mezzi di comunicazione dopo ogni attentato che avviene in Occidente. Secondo alcuni storici del fenomeno, senza isteria comunicativa il terrorismo non ci sarebbe del tutto. I suoi capi abbandonerebbero una tattica che non riesce a raggiungere le prime pagine. E che non rende politicamente, perché fallisce in più del 90% dei casi, come dimostra uno studio rigoroso su 28 formazioni eversive, pubblicato su una rivista di grande prestigio, "International security".

Read more...
 


Page 37 of 39
ItalianEnglish

Mi Presento

Benvenuti nel mio sito. Qui potete farvi un’idea di chi sono, e trovare notizie e documenti sulle mie opere e sui miei giorni.

Pino ArlacchiNon sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.

Leggi tutto...
Libri in pdf

Agenda

 


 

 


Facebook

Ultimi Tweet

Segui Pino Arlacchi su YouTube

Featured Articles

Prev Next

I luoghi comuni sui migranti

 La Repubblica, 31 agosto 2017 Lettera al Direttore CARO direttore, mi permetto di dissentire dalle critiche alla sinistra italiana avanzate martedì dal...

Articoli | 06 Sep 2017

Nessuno vuole morire per Kiev. Ed è giusto.

Panorama, 23 feb. 2015 Nella crisi ucraina c'è chi cerca un nemico a tutti i costi, in un delirio antirusso. Ma...

Articoli | 19 Feb 2015

Non armare l'Ucraina

Roma, 9 feb. 2015 di Pino Arlacchi La crisi ucraina è iniziata un anno fa, ed è evidente che la Russia sta...

Articoli | 09 Feb 2015

Tsipras, Arlacchi: "Il mondo sta con lui. Ecco le ragioni politiche, etiche ed economiche"

Roma, 7 feb. 2015 di Pino Arlacchi Uno schieramento larghissimo, che va dai premi Nobel ai maggiori economisti, di destra e di...

Articoli | 08 Feb 2015

Il teatrino incivile dell'informazione italiana

Roma, 30 gen. 2015 di Pino Arlacchi La qualità dell'informazione italiana ha seguito la stessa traiettoria del declino del PIL. Con la...

Articoli | 31 Jan 2015

Draghi, Arlacchi: "Il bazooka dovrebbe finanziare piano di investimenti e non le banche"

Roma, 28 gen. 2015 di Pino Arlacchi Non credo che le misure appena adottate dalla BCE avranno gli stessi effetti del Quantitative...

Articoli | 28 Jan 2015

Grecia, Arlacchi: " Se Syriza vincerà le elezioni la sua vittoria sarà di grande aiuto"

Il successo di Syriza ci aiuterà a creare un'Europa più vicina al cuore dei suoi cittadini.  Roma, 21 gen. 2015 di...

Articoli | 25 Jan 2015

Terrorismo: qualche cifra scomoda

Dei 2.682 attentati avvenuti nell’Unione europea tra il 2006 e il 2013 solo 16 (lo 0,6 per cento) è di...

Articoli | 22 Jan 2015

Terrorismo e disinformazione: lutti selettivi

Il 95% delle vittime del terrorismo sono musulmani, ma noi piangiamo solo quelle di casa nostra. di Pino Arlacchi, 13...

Articoli | 13 Jan 2015

Arlacchi:"Non facciamo il gioco dei terroristi. Islam e Occidente non c'entrano nulla"

Roma, 8 gen 2015 di Pino Arlacchi In campo non ci solo i terroristi che dicono di uccidere in nome dell'Islam e...

Articoli | 08 Jan 2015

Newsletter


Chi è Online

We have 371 guests online

Questo sito utilizza cookie; accedendo o cliccando su "Accetto" acconsenti a scaricare sul tuo browser tutte le tipologie di cookie presenti in questo sito..

Accetto cookie da questo sito.

Info